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giovedì, Settembre 29, 2022
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F1, alla ricerca della stabilità sulle vetture 2022

La stagione 2022 del Campionato mondiale di Formula 1 porta con sé una vera e propria rivoluzione regolamentare. Niente più appendici aerodinamiche oltre agli alettoni e poche altre e fondo totalmente rivisto per compensare il carico perduto, due decisioni fatte per diminuire i flussi d’aria di disturbo verso le vetture in scia e garantire così maggiori sorpassi e duelli ravvicinati. Senza contare le differenze segnalate dai piloti tra le gomme da 18” in vigore da quest’anno rispetto a quelle da 13” che fino ad ora erano state utilizzate.

Il regolamento così pensato dovrebbe cambiare sostanzialmente anche i valori in campo e, in teoria, avvicinare tra di loro i team in quanto a prestazioni, garantendo campionati più avvincenti e combattuti. Qualcosa di cui la Formula 1 ha un estremo bisogno in quest’epoca, dopo un dominio Mercedes iniziato nel 2014 e interrotto soltanto nel 2021 dalla vittoria, pur discussa a causa del controverso finale di Abu Dhabi, del campionato piloti da parte di Max Verstappen su Red Bull – in un anno in cui comunque la casa di Stoccarda ha conquistato il suo ottavo titolo costruttori consecutivo, migliorando ulteriormente il record assoluto stabilito da essa nel 2020 –.

Ciò porta però a monoposto molto più instabili, costringendo i team a una corsa per cercare quantomeno di mettere una toppa a questo problema.

Secondo quanto trapelato dal sito Formu1a.uno, la Ferrari starebbe preparando un tipo di vettura – della quale si sa già la data di presentazione ufficiale, il 17 febbraio 2022molto aggressiva, tra le cui novità spicca la sospensione anteriore pull rod al posto della push rod. La soluzione pull rod – già usata da Maranello tra il 2012 e il 2014, anche se in quel caso per favorire soprattutto lo stile di guida dell’allora primo pilota Fernando Alonso – dovrebbe garantire una migliore distribuzione del peso, aumentando dunque la stabilità generale del mezzo.

La Mercedes invece starebbe puntando stando alle indiscrezioni della Gazzetta dello Sport su una vettura, la W13, dal passo corto – con un interasse di 3500 mm contro i 3600 mm massimi da regolamento – per ovviare ai problemi detti sopra, favorendo dunque la maneggevolezza sui circuiti lenti. Un cambio di rotta rispetto alla filosofia degli ultimi anni, dove il passo lungo la faceva da padrone.

AGC/SP

Foto F1

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