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giovedì, Settembre 29, 2022
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Covid, vaccinazioni procedono, ma Omicron avanza. Sileri: “Entro fine 2022 l’avranno presa tutti”

La campagna vaccinale contro il Covid-19 sta procedendo a ritmo serrato, soprattutto dopo l’annuncio di nuovi obblighi per contrastare il problema dei no vax e degli indecisi, in particolare di quello vaccinale per gli over 50 – soprattutto per quelli tra i 50 e i 59 anni, che sono il gruppo che presenta il maggior numero di non vaccinati nemmeno con una dose –, anche se secondo i dati ufficiali diffusi la settimana scorsa di quella fascia d’età i non coperti restano oltre due milioni, il 7,26% della platea.

Questo nonostante nella giornata di ieri sabato 15 gennaio 2022 si siano registrate quasi 92mila prime dosi in Italia, il più alto numero in un solo giorno da settembre 2021.

Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa, intervistato durante il programma di Lucia Annunziata “Mezz’ora in più” su Rai 3, ha tuttavia sottolineato come a causa della sua alta velocità di trasmissibilità la variante Omicron avrà il suo picco di contagio in diversi paesi del continente, tra i quali l’Italia, in “due-tre settimane” per poi “scendere”. Kluge ha ribadito l’importanza della vaccinazione, in quanto le persone vaccinate “hanno 10 volte meno probabilità di sviluppare malattie gravi o morire”.

Cosa che ha affermato anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, che a “Domenica In” ha detto riguardo ad Omicron “Se non arriva un’altra variante, entro la fine del 2022 quasi tutta la popolazione bene o male avrà incontrato questa variante”, e che per arginare essa ed altre possibili nuove varianti “È probabile che serva un upgrade del vaccino che abbiamo”.

Inoltre, riguardo alle misure di contenimento della pandemia, visto l’evolversi della situazione attuale con un altissimo numero di contagi il sottosegretario Sileri ha dichiarato di essere “d’accordo sulla necessità di una revisione che potrà essere fatta entro un paio di settimane con la distinzione tra positivi e malati”, pur restando fermo sulla sua posizione di vaccinare tutti: “In terapia intensiva vanno anche vaccinati, ma sono persone fragili, con molte patologie o che hanno fatto la seconda dose molti mesi fa. Chi non è vaccinato va in terapia intensiva con molta più facilità, anche con un’età inferiore di 10-12 anni rispetto ai soggetti vaccinati”.

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