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domenica, Novembre 27, 2022
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F1, Ferrari “campione degli altri” nel 2021

La stagione 2021 della Ferrari è stata decisamente positiva: cinque podi, quattro dei quali col solo Carlos Sainz e una vittoria sfiorata da Charles Leclerc al Gran Premio di Gran Bretagna, e il terzo posto in classifica mondiale sono il segnale di un miglioramento visibile della Rossa dopo il disastroso 2020, la sua annata peggiore dal 1980 con un sesto posto finale e soltanto tre podi.

Mattia Binotto e l’intero staff sono riusciti a migliorare team e macchina sotto ogni punto di vista: pur partendo dal disastroso progetto SF1000 – a causa dei regolamenti dovuti alla pandemia che hanno limitato lo sviluppo delle vetture – la SF21 si è dimostrata senz’ombra di dubbio la terza forza in campo, capace anche d’impensierire in alcune gare su circuiti caratterizzati da un alto carico aerodinamico e da una forte trazione anche Mercedes e Red Bull, seguendo una filosofia del tutto opposta a quella che aveva guidato la SF90 da cui era poi derivata la 1000 – “azzoppata”, si dice, dall’accordo Ferrari-FIA sul motore della Rossa, ritenuto irregolare da molti all’inizio della scorsa stagione –, che invece si basava sulla forza bruta dei cavalli messi in campo.

Anche dal punto di vista della power unit si sono registrati significativi miglioramenti, soprattutto sul piano dell’efficienza e dell’affidabilità, tanto che la Scuderia di Maranello non ha fatto registrare nessun ritiro per problemi tecnici. Un punto fondamentale da cui partire, in quanto dal 2022 fino alla fine del 2025 lo sviluppo delle unità motrici sarà congelato, e quindi risulterà fondamentale essere in vantaggio all’inizio del prossimo campionato per non dover poi recuperare in altri settori, soprattutto per quanto riguarda l’aerodinamica – che dall’anno prossimo sarà fortemente limitata sulle ali e si baserà molto sull’effetto suolo generato dal fondo –.

Indubbiamente un contributo fondamentale lo hanno sicuramente dato i piloti Sainz e Leclerc, quasi sempre velocissimi e abbonati alla parte media della zona punti, garantendo alla Ferrari una costanza che le ha permesso di battere la McLaren, diretta concorrente alla terza posizione in classifica costruttori.

Se il monegasco ha in alcuni casi deluso – come nell’incidente in Q3 a Monaco che non gli ha permesso di prendere parte alla gara dopo aver conquistato la pole – lo spagnolo pur risultando in generale meno veloce del compagno di squadra ha sorpreso per la sua imperturbabilità a qualsiasi situazione di difficoltà, rendendosi protagonista anche d’importanti rimonte partendo nelle retrovie – vedasi il GP dell’Arabia Saudita –, finendo addirittura davanti al suo compagno di squadra in classifica piloti nella sua stagione di debutto in Ferrari e primo tra i piloti non Mercedes e Red Bull.

Nel 2022 il team italiano è dunque chiamato ad un compito difficilissimo, ovvero tornare al vertice della sfida mondiale. Non si tratterà sicuramente di un obiettivo semplice da raggiungere in un campionato così pieno d’incognite, e lo stesso team principal Binotto ha alzato le mani, dicendo a Motorsport.com che “Il prossimo anno dobbiamo fare meglio e dobbiamo dimostrare di essere capaci di vincere alcune gare: quest’anno non ne abbiamo centrata nemmeno una, nel 2022 per me essere competitivi vuol dire che in alcuni GP dovremo competere per la posizione migliore”.

AGC/SP

Foto Scuderia Ferrari

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