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martedì, Giugno 28, 2022
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F1, l’imprevedibile scalata della Ferrari

Il campionato di F1 2021 si avvicina alla fine, e mentre Mercedes e Red Bull si contendono l’iride dei piloti e quella dei costruttori sta avvenendo un’altra battaglia, importantissima per la fiducia dei team presi in esame in vista delle rivoluzioni regolamentari del 2022. Ferrari e McLaren sono in lotta per la terza posizione nella classifica costruttori, e la Rossa contro ogni pronostico d’inizio anno è in netto vantaggio, in quanto le basterebbe conquistare solo 5 punti in più della sua diretta rivale in Arabia Saudita per assicurarsi il gradino più basso del podio mondiale.

Un’impresa non impossibile, se si considera che sebbene la pista di Jeddah teoricamente si presenti molto più favorevole alle caratteristiche della McLaren resta l’incognita di Daniel Ricciardo, il quale a differenza del suo compagno di squadra Lando Norris è stato estremamente incostante in questa stagione, alternando grandi exploit – come la sua straordinaria vittoria in Italia – a prestazioni a dir poco mediocri. Colpa, si pensa, delle caratteristiche della vettura inglese, dotata di freni di dimensioni ridotte rispetto alle altre in pista e che dunque costringono l’australiano a rivedere il suo stile di guida da sempre improntato all’aggressività, tanto da aver dato a Ricciardo il soprannome di “The Honey Badger”, ovvero il tasso del miele, in quanto, come disse lui stesso in un’intervista per Motorsport.com nel dicembre 2018 “è un animaletto curioso e carino, ma quando arriva il momento della caccia diventa un killer”. Del resto Carlos Sainz, fino all’anno scorso in McLaren e oggi in Ferrari, la descrisse come una vettura molto difficile da guidare pur avendoci colto al volante ottimi risultati.

Una situazione favorevole per la scuderia di Maranello, che può contare su due piloti veloci e costanti come Sainz e Charles Leclerc, che stanno addirittura insidiando la quinta posizione in classifica piloti di Norris. Per raggiungere l’obiettivo basterebbe, dunque, che in terra saudita in un’altra gara difficile per Ricciardo i due ferraristi finiscano in una buona posizione a punti, anche nella possibilità che l’altro pilota del team di Woking arrivi davanti a loro.

Un risultato impossibile da prevedere a inizio campionato, con un’auto la cui base era la disastrosa SF1000, ma che evidentemente ha beneficiato dei nuovi regolamenti riguardanti il fondo, uno sviluppo significativo della power unit e di modifiche alla vettura ben pianificate, soprattutto nel posteriore, punto debole della vettura 2020. Senza contare il miglioramento generale della squadra in sé, con sempre meno errori strategici e ai pit stop che fanno ben sperare nel 2022, anche se è ancora presto per parlare di una Ferrari potenziale campione del mondo l’anno prossimo.

AGC/SP

Foto Scuderia Ferrari

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