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mercoledì, Agosto 17, 2022
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Ecomafia 2021, lockdown non blocca i reati ambientali

A differenza di molti altri tipi di reati in Italia, quelli ambientali non hanno accennato a nessuno tipo di stop durante il lockdown. I dati parlano chiaro: nel 2020 se ne sono registrati oltre 95 al giorno, 4 all’ora, per un totale di 34.867. E non avvengono solo nel Mezzogiorno, dove le organizzazioni criminali sono teoricamente più presenti sul territorio, ma anche nel Lazio, che con 3.082 ecoreati nel 2020 – +14,5% dal 2019 – si attesta addirittura quarta regione per numero, dietro solo a Campania, Sicilia e Puglia e davanti alla Calabria, seppur in Lombardia si registri il maggior numero di arresti.

È ciò che emerge dal rapporto Ecomafia 2021 di Legambiente, dove il fatturato delle ecomafie dei reati predatori verso gli animali e ambientali ha superato i 10 mld di euro. Il maggior numero di essi riguarda il ciclo del cemento (33% del totale) e dei rifiuti (24%), e aumenta quello di fauna (24%) e patrimonio boschivo (12%).

Tuttavia, sono aumentate anche le reazioni a questi soprusi: +13% le denunce (oltre 33.500), +15% gli arresti (329), e +25% per i sequestri (quasi 11.500). “Sono aumentati arresti e sequestri, anche se sono diminuiti i controlli a causa del Covid”, dice Enrico Fontana, responsabile Osservatorio nazionale ambiente e legalità Legambiente.

Foto Legambiente Onlus

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