lunedì, Settembre 27, 2021
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ESA, nelle foreste russe livelli maggiori di carbonio di quanto precedentemente stimato

Un nuovo studio compiuto da scienziati russi utilizzando dati dalla Climate Change Initiative dell’Agenzia spaziale europea (ESA) ha appurato che all’interno dell’area forestale della Russia, la più grande del pianeta, sarebbero contenuti livelli di carbonio maggiori di quanto stimato in precedenza.

Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Scientific Reports lo scorso mese, ha calcolato che le foreste russe presentano 111 miliardi di metri cubici di boscaglia al 2014, ovvero il 39% in più rispetto a quanto calcolato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e dalla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC).

Lo studio ha fatto uso di mappe, prodotte dal Climate Change Initiative (CCI) Biomass project dell’ESA, su rilievi satellitari della biomassa forestale confrontati con misurazioni del terreno russo e dati del National Forest Inventory e del Forest Observation System, supportato dall’ESA.

Questi nuovi sistemi hanno permesso di rilevare significativi aumenti in termini di risorse forestali (+1.8%) e biomassa (+0,6%) dalla caduta dell’Unione Sovietica.

Un fatto che sottolinea come la Russia tra il 1988 e il 2014 abbia accumulato 1 miliardo di metri cubi di foreste ogni anno, bilanciando la loro perdita nelle aree tropicali.

Tuttavia Dmitry Schepaschenko, ricercatore dell’International Institute for Applied Systems Analysis in Austria a capo dello studio, ha evidenziato che “Mentre abbiamo visto che le foreste russe hanno presentato una scorta di carbonio maggiore di quanto ritenuto in precedenza, la situazione dal 2014 sta cambiando a causa della crescente gravità dei disturbi nelle foreste”.

Ciò include incendi, come quello che sta avvenendo nella regione di Sakha-Yakutia, in Siberia, con 1,5 milioni di ettari bruciati, riempiendo di fumo denso le città della zona e bloccando tutti i voli dell’aeroporto del capoluogo di regione, costringendo l’International Charter Space and Major Disasters ad intervenire.

Foto ESA

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