lunedì, Settembre 27, 2021
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Malaria: team Crisanti sperimenta zanzare ‘modificate’ per batterla

Un team internazionale di ricercatori guidato dal professor Andrea Crisanti, Direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova, ha dimostrato come si possano sopprimere le zanzare che trasmettono la malaria in pochi mesi in ambienti controllati che riproducono fedelmente condizioni ambientali dei paesi tropicali.

E’ la prima volta che la tecnologia “gene drive” si dimostra efficace in condizioni ecologiche realistiche e su un lungo periodo di tempo e i risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Communications”.

Il team di ricercatori inglesi (Imperial College) e italiani (Polo GGB, Terni) ha utilizzato come bersaglio il gene in Anopheles gambiae chiamato ‘doublesex’, che determina se una singola zanzara si sviluppa come maschio o come femmina, alterando selettivamente una regione del gene ‘doublesex’ responsabile dello sviluppo femminile.

Il gene drive mentre si propaga a tutta la popolazione distrugge il gene ‘doublesex’ impedendo alle zanzare di sesso femminile di completare lo sviluppo generando un progressivo sbilanciamento del rapporto maschi/femmine fertili fino al collasso della popolazione.

 In precedenza, i ricercatori avevano dimostrato che la loro tecnologia di gene drive poteva eliminare le popolazioni di Anopheles gambiae in piccole gabbie nel giro di 7-11 generazioni, inibendone la riproduzione.

Tuttavia, per verificare se la modificazione genica avrebbe causato lo stesso collasso in condizioni reali, il team è passato a testare la tecnologia in gabbie molto più grandi che imitano l’habitat naturale della zanzara. Queste gabbie contenevano centinaia di zanzare di diverse eta’, che rappresentavano una struttura di popolazione piu’ naturale e complessa.

Le gabbie erano anche a temperatura, umidità e controllate dalla luce e contenevano una gamma di siti di alimentazione, riposo e deposizione delle uova, per consentire alle zanzare di mostrare comportamenti naturali di foraggiamento e accoppiamento, come lo sciame.

Inoltre, il team non ha rilevato alcuna resistenza naturale al gene drive, ovvero non sono sorte nuove modifiche per contrastarne l’effetto, il che suggerisce che la modifica genetica che guida l’infertilità femminile è efficace anche di fronte ai meccanismi di selezione naturale.

“Gli studi in queste condizioni ecologiche- precisa il prof Crisanti Crisanti – sono un passo importante verso il rilascio di zanzare che trasportano la trasmissione genica in natura, anche se dobbiamo tener presente che ci sono barriere di sicurezza e tecnologia da superare prima che sia possibile pianificare una sperimentazione sul campo, tra cui test di resistenza più completi e valutazioni del rischio ambientale”.

Nel 2019 ci sono stati 229 milioni di casi di malaria – in aumento rispetto all’anno precedente – e 409.000 decessi, a dimostrazione che sono necessari nuovi interventi per passare all’eradicazione della malaria.

I ricercatori hanno preso di mira selettivamente la specie di zanzare Anopheles gambiae, che è responsabile della maggior parte della trasmissione della malaria nell’Africa sub-sahariana. Ci sono circa 3.500 specie di zanzare in tutto il mondo, di cui solo 40 specie correlate possono portare la malaria.

Foto Anopheles gambiae

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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