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lunedì, Ottobre 25, 2021

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NAPOLI, omessa bonifica terreni sequestrati 3mln a imprenditore

I carabinieri per la Tutela ambientale e la transizione ecologica, i finanzieri del Comando provinciale e gli agenti dell’Unità operativa Tutela ambientale della polizia locale di Napoli hanno dato esecuzione, su disposizione del gip del Tribunale di Napoli.

L’ordinanza prevede l’applicazione della misura cautelare personale del divieto di dimora, in Campania ed in Abruzzo, e il  sequestro preventivo di beni del valore di 3 milioni di euro.

Il destinatario  un imprenditore napoletano del settore edile e dello smaltimento dei rifiuti indagato per il delitto di omessa bonifica. Il provvedimento scaturisce, si legge in una nota congiunta dei Corpi, da complesse indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, Sezione Ambiente, nel corso delle quali sono stati sentiti anche responsabili del ministero dell’Ambiente, della Regione Campania, della Città Metropolitana, del Comune di Napoli e del Genio Civile.

L’inchiesta è scaturita dall’esposto di alcuni cittadini che hanno denunciato ai magistrati inquirenti le condizioni di degrado e compromissione ambientale del Vallone San Rocco, area sita all’interno del Parco Metropolitano delle Colline di Napoli.

“Si tratta – spiegano le forze dell’ordine – di una zona cittadina, collocata in prossimità del polo ospedaliero, che avrebbe dovuto costituire il polmone verde della metropoli ed invece è risultata costantemente afflitta da continui sversamenti ed interramenti di rifiuti speciali, anche pericolosi. Gli incessanti depositi di rifiuti hanno anche cagionato un grave rischio di dissesto idrogeologico“.

Proprio per la mancata bonifica della cava Suarez, ex cava di tufo posta al centro del Vallone e del Parco, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva già condannato lo Stato italiano.

L’imprenditore chiedeva ed otteneva l’autorizzazione alla ricomposizione ambientale della cava, che veniva tuttavia utilizzata, per anni, quale sito di illecito smaltimento dei rifiuti da costruzione e demolizione, contenenti anche amianto, derivanti dalle attività delle proprie aziende

Per “il delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” all’interno della cava Suarez, l’imprenditore era già stato rinviato a giudizio dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con dibattimento di primo grado attualmente in corso.

Intanto “non risultava aver mai ottemperato agli obblighi imposti per legge e relativi al recupero della cava, sostanzialmente sfruttata quale personale discarica abusiva”. L’imprenditore è, quindi, indiziato del mancato adempimento dell’ordine di rimozione dei rifiuti, di bonifica e di ripristino ambientale della cava.  In particolare, le attività investigative condotte dalla polizia locale e dai carabinieri del Noe hanno permesso di sequestrare la cava e di quantificare in almeno 30.000 mc i rifiuti in essa accumulati, come confermato dagli accertamenti tecnici eseguiti dall’Arpac.

Gli Enti hanno stimato il costo della rimozione dei rifiuti in 3 milioni di euro, spesa che, allo stato dell’indagine, risulta esser stata risparmiata dall’indagato. La cifra è stata sottoposta a sequestro su conti correnti riferibili sia direttamente che indirettamente all’imprenditore.

Sono stati sequestrati anche beni mobili (gli autocarri e i mezzi utilizzati per l’attività edilizia) ed immobili rientranti nel patrimonio dell’indagato, sino a coprire l’intero ammontare dell’illecito profitto.

I successivi accertamenti di polizia economico-finanziaria svolti dalla guardia di finanza hanno consentito di acquisire elementi utili a ritenere che l’indagato, “avuta conoscenza dell’avvio di procedimenti amministrativi, oltre che penali, nei propri confronti, abbia posto in essere una serie di atti volti alla fraudolenta spoliazione di beni appartenenti al patrimonio personale e della società titolare dell’autorizzazione ambientale, al fine di evitarne il sequestro”.

Disposto per l’indagato il divieto di dimora in Campania e Abruzzo, nonché del divieto di esercitare attività d’impresa o detenere uffici direttivi delle persone giuridiche e delle aziende che operano nei settori ambiente ed edilizia. Disposta, infine, la sospensione dell’imprenditore dal  Registro dei Gestori Ambientali. 

Foto del Vallone FAI

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano

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