Tra i 32 punti analizzati da Legambiente Lombardia relativi ai laghi della regione (Ceresio, Maggiore, Como, Iseo e Garda, ndr) nove sono risultati “fortemente inquinati”, altri quattro “inquinati”. Quasi un terzo dunque, una situazione che si somma alla piaga dei rifiuti abbandonati nelle spiagge, dove risultano frequenti i ritrovamenti di plastica, mozziconi di sigaretta e cotton fioc. Questo il quadro delineato dalla campagna ‘Goletta dei Laghi’, giunta quest’anno alla sua 16esima edizione, e presentata questa mattina nella Cascina Nascosta vicino al Parco Sempione di Milano. Oggetto dell’indagine, nello specifico, i temi quali l’inquinamento microbiologico, l’illegalità, gli scarichi abusivi, la perdita di biodiversità, la sicurezza della navigazione e le speculazioni edilizie. Messo a punto anche il monitoraggio delle microplastiche presenti in acqua. Nei prossimi mesi si procederà poi con la caratterizzazione dei materiali trovati e le analisi sul tipo di sostanze prelevate.

Un “campionamento puntuale”, come sottolinea il presidente di Legambiente Lombardia Barbara Magetto, “che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali”, ma che comunque “restituisce un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni”. Certo è, che già Arpa Lombardia (l’ente regioale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente, ndr) conduce un monitoraggio dello stato ecologico di 27 laghi naturali. E secondo i dati pubblicati dall’agenzia lombarda, come ricordano da Legambiente, sono solo sette i corpi idrici che risultano in stato ecologico buono. Ossia, il lago di Ganna e Monate in provincia di Varese, il Garda, il Maggiore, il Palabione e il lago Palù in provincia di Sondrio. Il problema che storicamente affligge i laghi lombardi, per Legambiente, “è l’eutrofizzazione”, vale a dire l’impoverimento dell’ossigeno e la presenza del fosforo sui fondali, “dovuta allo sversamento in acqua di scarichi non depurati e al cambiamento climatico”.

 

AGC GreenCom 20 Luglio 2021 6:30