Jeffrey Sachs, economista consulente dell’Onu per il clima in un’intervista a ‘La Repubblica’è molto chiaro e afferma ”Purtroppo il tempo per correggere la situazione è ampiamente scaduto. Non c’è altro da fare che prepararci ad eventi legati al cambiamento climatico altrettanto devastanti dell’ondata di calore in Nordamerica e delle drammatiche alluvioni in Germania e Belgio.

Ciò non toglie naturalmente che occorra comunque agire senza esitazioni per evitare disgrazie ancora più catastrofiche”.

E così prosegue “possiamo solo lavorare per ridurre il più possibile i danni e arginare le perdite di vite umane”, ma “bisogna smantellare la rete di potere e interessi sostenuta dall’industria dei combustibili fossili.

È inutile girarci intorno: le compagnie petrolifere occidentali avranno anche varato, quale più quale meno, iniziative di contenimento delle emissioni, comunque da migliorare senza esitazioni né sconti, ma il problema è globale e finché non si saranno associati i Paesi che continuano a inquinare come se nulla fosse, la situazione non potrà che peggiorare“.

“A tutti va detto forte e chiaro: l’epoca dei combustibili fossili è finita. E ai regimi autocratici bisogna far capire che non possono più cercare il consenso permettendo l’inquinamento”.

Sostiene l’esperto per il quale i grandi inquinatori sono “Cina e India dove la maggior parte dell’energia continua a derivare dal carbone, e scusate se è poco. Poi Russia, Arabia Saudita, Australia, Indonesia, Canada, Messico, e naturalmente, anzi prioritariamente Stati Uniti”.

Foto ONU di Jeffrey Sachs

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AGC GreenCom 17 Luglio 2021 10:21