Delle nanoparticelle di iodio potrebbero migliorare significativamente la radioterapia per il trattamento dei tumori, provocando la morte delle cellule cancerose entro tre giorni.

Lo riporta  uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dagli scienziati dell’Istituto per le scienze integrate dei materiali cellulari (iCeMS) presso l’Universita’ di Kyoto, che hanno valutato l’efficacia antitumorale di una tecnica di radioterapia a base di nanoparticelle di iodio.

Il team, guidato da Fuyuhiko Tamanoi, ha cercato di sviluppare un modo per agire contro le cellule cancerose. La radioterapia, spiegano gli esperti, è poco efficace nei casi in cui la mancanza di vasi sanguigni che penetrano in profondità nel tessuto provoca bassi livelli di ossigeno.

L’irradiazione a raggi X necessita infatti di ossigeno per attaccare le molecole cancerose.

Il gruppo di ricerca ha progettato nanoparticelle di organosilicio porose e contenenti iodio, che sono state rilasciate attraverso sferoidi tumorali, tessuti 3D contenenti più cellule cancerose. L’irradiazione per 30 minuti ha portato alla completa distruzione delle masse tumorali entro tre giorni. Alterando i livelli di energia, gli autori sono stati in grado di dimostrare che l’effetto ottimale si verificava con raggi X a 33,2 keV (kiloelettronVolt).

“Il nostro lavoro – osserva Kotaro Matsumoto, collega e coautore di Tamanoi – rappresenta un importante esempio di impiego di un fenomeno della fisica quantistica all’interno di una cellula cancerosa. La nube di elettroni generata vicino al DNA può portare alla morte cellulare del tumore”. Per i prossimi studi, gli scienziati stanno valutando la possibilità di posizionare lo iodio sul DNA

piuttosto che nelle zone cellulari adiacenti, in modo da aumentare l’efficacia. Il passo successivo sara’ quello di osservare gli effetti della terapia in un modello murino.

Foto terapia radio EmiCenter

AGC GreenCom 15 Luglio 2021 15:12