C’è l’impronta italiana nell’ambiziosa missione di difesa interplanetaria DART della NASA, che punta a modificare la traiettoria di un asteroide nel caso dovesse avvicinarsi in maniera pericolosa alla Terra.

Il ruolo del microsatellite italiano LICIACube è quello di offrire supporto alla fase finale della missione infatti viaggerà all’interno della sonda DART che andrà a schiantarsi contro l’asteroide Didymos, per capire quanto potrà modificarne la traiettoria.  Prima dell’impatto, il microsatellite italiano, sviluppato dall’italiana Argotec in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, si staccherà dalla sonda DART e volerà a una cinquantina di km per scattare foto dello schianto.

Un ruolo fondamentale, quello italiano: come ha spiegato il responsabile tecnico del progetto Simone Simonetti a Torino durante una presentazione del microsatellite nella sede di

Argotec, scattare foto dei detriti che fuoriusciranno dall’asteroide dopo l’impatto sarà fondamentale per capirne la composizione.

Non solo: se dopo l’impatto il ruolo di DART sarà concluso, LICIACube volerà intorno all’asteroide per coglierne il volume e la presenza o meno di crateri e quindi avere ulteriori informazioni sull’asteroide, che si trova a circa 11 milioni di km dalla Terra. Per avere un’idea di questa distanza, la Luna si trova a circa 380.000 km dalla Terra, l’asteroide si trova a una

distanza 30 volte superiore.

Argotec ha avuto il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana per riuscire a interfacciarsi con i sistemi Nasa. LICIACube dovrà comunicare, tramite impulsi radio, direttamente con le antenne di Houston. Per riuscirci, l’italiana Argotec ha lavorato con la APL, a Baltimora, della Johns Hopkins Astrophysics Laboratory. Ma la tecnologia, spiega Simonetti, è tutta italiana, anche perché i segreti dei computer NASA sono custoditi gelosamente dagli americani.

E quindi Argotec ha dovuto sviluppare in proprio un computer che resista alle condizioni dello Spazio. Un clima estremo, con caldo e freddo che si alternano rapidamente e la

presenza di radiazioni: tutti fattori che danneggerebbero in modo irreversibile sistemi non progettati per resistervi.

La sonda LICIACube, che pesa 14-15 kg, è dotata di due obiettivi (uno zoom e un grandangolo), per scattare le foto dell’impatto e dell’asteroide: si terrà a una distanza di circa 50 kmdall’impatto per non esserne danneggiata. Argotec ha quindi sviluppato un software e hardware in proprio. Il problema non è la potenza del processore dentro LICIACube, che sarà quella di un telefono cellulare non di ultima generazione, ma la capacità di resistere alle condizioni climatiche dello spazio.

LICIACube funzionerà con pannelli solari che potranno raggiungere anche la temperatura di 120 gradi, per il resto dovrà resistere al freddo dello Spazio, che tocca i 3 gradi Kelvin: una temperatura vicina allo zero assoluto.

Per questo dentro la sonda italiana ci sarà un riscaldatore, che è l’esatto contrario del dissipatore che si trova dentro i nostri Pc, e che servirà per far funzionare la batteria che muove LICIACube, che si attiva solo a una temperatura superiore agli zero gradi centigradi. LICIACube sarà spedito nelle prossime settimane negli Stati Uniti in preparazione del lancio della sonda DART, previsto a fine anno.

Foto laboratori Argotec agenzia DIRE

AGC GreenCom 13 Luglio 2021 11:10