Enel ha un programma per fare della Sardegna un polo “verde”, un’isola “elettrica”, incrementando la produzione di elettricità, rinunciando al carbone e puntando in maniera decisa sulle rinnovabili e gli accumuli.

“Vogliamo anticipare i tempi della decarbonizzazione con progetti fattibili, credibili, sostenibili sia ambientalmente che economicamente”. Lo dice Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale di Enel, in un’intervista alla ‘Nuova Sardegna’.

“Già adesso l’elettrificazione, certo non spinta, sta cambiando la fisionomia di molti centri. Elettrificare tutto significa cambiare il volto delle nostre città. In meglio” e garantisce che “entro il 2030 l’intero sistema andrà a regime, forse anche prima, se il Tyrrhenian link entrerà in linea secondo programma”.

Tutto nasce dall’analisi degli investimenti che ENEL e Terna (il gestore della rete elettrica ad alta tensione nazionale, ndr) intendono realizzare con il Tyrrhenian link, che collegherà Sardegna, Sicilia e Campania e che inserirà a pieno titolo e senza vincolo alcuno la Sardegna nella rete nazionale, chiudendo il cerchio ideale di collegamenti, permetterà all’isola  un futuro green.

La chiusura degli impianti a carbone al 2025 avverrà senza altra capacità di generazione termica, alimentata a gas- avverte Starace e aggiunge ”pensiamo a una Sardegna solo elettrificata, per le famiglie e le imprese che sfrutti i doni naturali, acqua sole e vento, e cambi per sempre i paradigmi ambientali locali”.

Un primo scenario ipotizza l’installazione, a Thyrrenian link in esercizio, di un GigaWatt di batterie e circa 4/5 GW di potenza di rinnovabili in più rispetto ad ora con gli ovvi benefici ambientali, come la scomparsa di fatto di dell’anidride carbonica prodotta dalle fonti fossili.

Questo piano  da qui al 2030  svilupperebbe investimenti sull’intera filiera di 15 miliardi di euro, un indotto più che doppio e una occupazione trai 10 e i 15mila addetti qualificati e specializzati. Un’isola non solo produttrice di inquinanti materie prime, ma area del tutto green.

Dalle auto elettriche nei luoghi turistici sia del mare che delle aree interne, ai porti liberi dal gasolio delle navi in sosta, alimentate solo dall’energia elettrica e non dai motori a diesel. La Sardegna sarebbe un unicum in tutto il Mediterraneo”.

ENEL è presente in tutta la riva sud del Mediterraneo europeo, con importanti asset in Spagna e Grecia, ma si pensa anche alle Baleari, che hanno una estensione di un quinto rispetto alla Sardegna e stanno pensando a soluzioni analoghe, ma non hanno gli stessi spazi, come avviene per le piccole isole della Grecia. ancor più la Grecia, dove è certamente più facile convertire le isole minori.

Il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas ritiene l’idroelettrico preferibile all’eolico perché meno impattante rispetto all’eolico, ma aggiunge Starace “saremmo molto contenti di fare altro idroelettrico, ma dobbiamo essere realistici sulla possibilità di fare bacini adeguati in tempi umani (qundi, aggiunge) i parchi di batterie per noi sono ormai una buona soluzione: non occupano molto suolo e non fanno rumore. Idroelettrico e accumulo elettrochimico possono convivere, l’importante è disporre di una capacità di accumulo significativa”.

ENEL ha una delle sue centrali a carbone, nel sito industriale di Portovesme, avviata alla chiusura entro il 2025 come le altre centrali a carbone. “Non pensiamo ad alcuna riconversione a gas – spiga Starace. Che logica ci sarebbe nel riconvertirla se poi dopo pochi anni, dal punto di vista industriale, la devo comunque dismettere?” Alla fine di questo percorso, che durerà anni, nessuno rimarrà a terra. “In Sardegna avremo bisogno di assumere personale, non di mandarlo a casa. Del resto la politica di Enel non è quella di abbandonare i propri collaboratori. Assumeremo, altro che licenziamenti” conclude Starace.

Foto EnelGroup

AGC GreenCom 9 Luglio 2021 12:53