domenica, Settembre 19, 2021
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Assocarta: “Le politiche per il contenimento delle emissioni mettono in difficoltà il riciclo”

“L’Italia è il 3° produttore di carta in Europa, ma è il 2° utilizzatore europeo di carte da riciclare dopo la Germania cioè l’11% dei volumi europei” dichiara Massimo Medugno DG Assocarta a margine della VIII edizione dell’EcoForum di Legambiente, a Roma, “Semplificazioni, innovazione e partecipazione: un Piano nazionale  per l’economia circolare”. E aggiunge “Questi due dati accostati ci dicono molto sulla propensione della carta in Italia all’economia circolare”.

Infatti il 61% delle fibre utilizzate nella produzione cartaria è costituito da carta da riciclare (il tasso di utilizzo è passato dal 56,8% del 2019 al 61% nel 2020), mentre già oggi l’80% degli imballaggi in carta viene riciclato (tasso di utilizzo 2020). Nel 2020 sono state utilizzate 5.207 milioni di tonnellate di carta da riciclate utilizzate nel processo produttivo nel 2020 (+2,9% 2020/2019).

A ciò va aggiunto che: – il 90% delle materie prime proviene da fonti rinnovabili; – l’80% della carta prodotta proviene da siti certificati ISO 14001 o EMAS; – l’85% delle fibre vergini acquistate dal settore in Italia è dotato di certificazione forestale FSC o PEFC.

Il 90% delle capacità di riciclo in Italia e in Europa utilizza gas naturale come vettore energetico.

“Proprio le politiche per il contenimento delle emissioni stanno contribuendo ad un aumento ulteriore del costo dell’energia, mettendo in difficoltà la produzione e il riciclo. Nei giorni scorsi la quotazione della CO2 in ambito ETS hanno raggiunto 58 euro per ogni tonnellata. Raddoppiati negli ultimi 8 mesi e quintuplicati negli ultimi 18 mesi. In questo modo i costi energetici aumentano, ma non solo quelli dei fossili anche quelli delle rinnovabili” evidenzia Massimo Medugno.

“Come rompere questo ciclo perverso? Impedire che partecipano al mercato ETS le compagnie finanziarie e utilizzare tutti i proventi per promuovere un fondo per la decarbonizzazione dell’industria. La transizione va utilizzata per realizzare piani e programmi per dare un’alternativa concreta all’industria del riciclo” conclude Medugno.

 

 

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