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lunedì, Giugno 27, 2022
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Bretagna: lo tsunami delle alghe verdi potrebbe ripetersi anche quest’anno

Nel rapporto presentato ieri venerdì 2 luglio i magistrati finanziari francesi della Corte dei Conti deplorano puntano il dito contro il mancato intervento delle Autorità Locali, della regione e dello Stato nella lotta contro le maree verdi in Bretagna.

Il rilievo della Magistratura Amministrativa è grave poiché da più di dieci anni i piani di lotta contro le alghe verdi (Plav) attuati in Bretagna non hanno avuto alcun effetto.  Se le maree verdi sono diminuite leggermente dal 2007, sono di nuovo in aumento dopo un minimo raggiunto nel 2013 e si teme un 2021 catastrofico a causa delle alte temperature.

Uno scandalo sanitario , lo definisce il quotidiano parigino Liberation, che, dalla fine degli anni ’80, ha causato la morte di tre persone e di animali. Ma anche scandalo ambientale perché le alghe verdi riflettono l’inquinamento diffuso dei corsi d’acqua, del suolo e dell’aria.

A causare quello che Autorità locali e residenti definiscono uno “tsunami”, una “marea verde” sono le quantità elevate di nitrati utilizzati dall’agricoltura intensiva che inquinano i suoli, passano nell’acqua dolce per poi riversarsi in mare.

Nel 2019 la piaga delle alghe verdi colpì la regione nord-occidentale prima del solito, in quantità mai viste prima ricoprendo più di 500 ettari tanto che e in meno di 3 mesi ne furono raccolte più di 8 mila tonnellate, l’equivalente di tutto il 2018.

Allora fu una crisi senza precedenti favorita dalle temperature da record registrate a luglio in Francia, tanto che il proliferarsi dell’alga verde ha indusse le autorità a decidere la chiusura di diverse spiagge, causando un grande danno al settore del turismo.

In segno di protesta popolazione e politici bretoni il 14 settembre 2018 a Planguenoual organizzarono una manifestazione per tornare a denunciare l’inefficacia del piano anti-alghe varato dallo Stato nel 2009. “Troppo maiale uccide il bretone” (“Trop de cochon tue le breton”) fu lo slogan del 25 luglio precedente.

L’europarlamentare del partito ambientalista, Yannick Jadot, e il deputato ex ministro dell’Ambiente Delphine Batho denunciarono “l’inefficacia delle politiche governative nella lotta contro questa catastrofe”, criticando un recente provvedimento “vergognoso” di Emmanuel Macron che aumenta l’estensione degli allevamenti industriali.

Non solo fastidiosa al livello visivo e olfattivo, l’alga verde putrefatta rilascia gas tossici considerati responsabili della morte di persone e animali nella regione. Nel 2016 alla foce del fiume Gouessant un uomo che faceva jogging è stato ritrovato senza vita in una zona invasa dalle famigerate alghe. Due settimane fa la sua famiglia si è rivolta alla giustizia, accusando lo Stato di negligenza e pertanto di co-responsabilita’ nel suo decesso.

La eccezionale calura registrata di questi tempi anche in Francia fa temere che l’evento catastrofico ed inquinate possa ripetersi in misura ancora maggiore rispetto agli anni precedenti.

Foto Liberation

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