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lunedì, Giugno 27, 2022
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Una immensa fonte di energia: il mare

Usare l’immensa fonte di energia del mare per produrre corrente elettrica pulita, è possibile. Si può trarre dalle onde, dalle correnti, dalle maree e anche dal gradiente di temperatura, però non è affatto semplice e molto dispendioso. Molti Paesi, tra cui l’Italia, stanno studiando e sperimentando impianti per ricavare e trasformare l’energia di queste fonti, prima fra tutti, la Svezia. Esistono vari tipi di impianti, più o meno efficienti.

L’energia maremotrice, sfrutta la forza di attrazione gravitazionale della luna che causa il fenomeno delle maree. L’energia elettrica si ottiene grazie a delle turbine idrauliche e la produzione richiede la realizzazione di impianti di grandi dimensioni come dighe o bacini di accumulo. In fase di alta marea, l’apertura delle chiuse permette il riempimento del bacino, mentre nella fase di bassa marea il rilascio controllato dell’acqua in esso contenuta, assicura l’erogazione di notevoli quantitativi di energia. Questo tipo di impianto ha un elevato impatto ambientale e costi elevati.

Un secondo metodo per ricavare energia consiste nello sfruttare la differenza di temperatura tra le acque marine superficiali e le acque marine profonde. È l’energia dal gradiente termico oceanico e la produzione avviene attraverso un ciclo di vapore OTEC (Ocean Thermal Energy Conversion). Con il calore delle acque superficiali viene fatto evaporare il liquido presente nell’impianto (ammoniaca o acqua), mentre le acque di profondità aspirate dal fondo, fungono da sorgente fredda che raffredda i vapori e li fa tornare allo stato liquido, chiudendo così il ciclo.

Si può anche sfruttare l’energia delle correnti sottomarine, e pare presenti maggiori potenzialità nel medio-lungo termine. Il funzionamento è molto simile a quello delle pale eoliche, possono essere utilizzate turbine ad asse verticale per le correnti costanti e ad asse orizzontale per le correnti di marea.

Infine, l’energia proveniente dal moto ondoso, che è la più sperimentata. Il moto ondoso provocato dall’effetto del vento sulla superficie del mare è caratterizzato da un’alta densità energetica che viene misurata in kW per metro di fronte ondoso. Rispetto all’energia maremotrice, quella del moto ondoso adotta soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale.

In Italia, a Marina di Pisa è operativo l’impianto ideato dal professore Michele Grassi che è anche inventore delle macchine R115 e H24. Il professore Grassi spiega che le onde costano meno e sono ovunque. Rispetto ai sistemi tradizionali, gli impianti che sfruttano il moto ondoso sono completamente immersi, abbattendo così l’impatto visivo e ambientale. Possono essere installati anche vicino ai “load center” che sono aree particolarmente sensibili come il bordo esterno di un atollo corallino o di fronte alla diga foranea di una grande città.

Secondo Grassi, l’energia che viene dal mare sarà la nuova frontiera delle rinnovabili, il problema risiede nella mancanza di macchine capaci di sopravvivere alle tempeste senza eccessiva manutenzione. Questo ha spinto il professore ad ideare e brevettare le sue due macchine che dovrebbero risolvere queste problematiche; sono progettate per resistere e il loro costo CAPEX è di un ordine di grandezza inferiore rispetto alla concorrenza, per kW di potenza nominale.

Inoltre, ribadisce Grassi, il vantaggio di scegliere le onde come energia alternativa è che sono presenti quasi ovunque. Diversamente dall’eolico dove la scelta dei siti è complessa ed è anche fortemente impattante sull’ambiente e dal solare dove l’irraggiamento e la trasparenza dell’aria sono fattori molto variabili ed influenzano significativamente la produttività, la distribuzione statistica delle onde durante l’anno è tendenzialmente più uniforme. Dal mare possiamo dunque attingere ad una risorsa affidabile e infinita di energia rinnovabile, e sul nostro pianeta il mare non manca davvero.

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