Il primo atto di un processo innovativo congiunto ha come consuetudine la firma di un memorandum. E così, con la prospettiva di un futuro ferroviario italiano a “lievitazione magnetica” in modo da poter far viaggiare i treni ad una velocità pressoché doppia di quella attuale senza la necessità di profonde modifiche alla rete di binari esistenti, il Gruppo FS attraverso RFI e l’impresa polacco-svizzera Nevomo hanno deciso di analizzare e testare accuratamente per verificarne l’effettiva possibilità.

Da qui, come da prassi, la firma di Mermorandum of Understanding sottoscritta da Vera Fiorani, Amministratrice Delegata e Direttrice Generale appunto di Rete Ferroviaria Italiana e Przemyslaw Paczek, CEO della Nevomo, Società privata non quotata fondata nel 2015 con sede a Warschau, Mazowieckie (Varsavia). La tecnologia si chiama magrail e punta a sovrapporre i sistemi per la levitazione magnetica all’infrastruttura esistente. Lo scrive FSNews, la Testata giornalistica online del Gruppo Ferrovie dello Stato.

L’accordo ha l’obiettivo di verificare la fattibilità tecnica ed economica della nuova tecnologia, oltre che la reale possibilità di far coesistere il sistema ferroviario tradizionale e quello magnetico. Magrail, infatti, si pone come nuovo sistema di trasporto a levitazione magnetica integrato alle linee ferroviarie regionali e Alta Velocità esistenti, evitando così, come premesso, pesanti interventi sulle opere civili e i relativi investimenti.

Da un punto di vista tecnico, il sistema magrail punta così a permettere il passaggio sulla stessa linea sia dei treni convenzionali sia dei nuovi veicoli a levitazione magnetica. Innovativi convogli che, sfruttando la nuova tecnologia, potranno beneficiare di un aumento della velocità che, secondo le ipotesi allo studio, potrebbero arrivare fino al 75% in più rispetto a quella attuale.

Allo scopo, le due aziende chiederanno un finanziamento all’Unione Europea per la realizzazione di un vero e proprio progetto pilota magrail sul circuito di prova di proprietà di RFI a Bologna San Donato. Questa sarà l’ultima fase dei test, che dovrebbe innescare i processi di certificazione e omologazione necessari per consentire l’implementazione commerciale della tecnologia.

La collaborazione con Nevomo è coerente alla strategia di RFI che guarda con attenzione alle sfide future, senza distogliere l’attenzione da quelle attuali. Oltre a lavorare per garantire i più elevati standard di efficienza e sicurezza su tutta la rete nazionale e a porsi in prima linea per connettere ancora di più l’Italia grazie alle risorse del PNRR e dei Fondi nazionali, RFI non tralascia di sondare le possibili nuove frontiere della mobilità sulle infrastrutture ferroviarie.

L’innovazione tecnologica è una delle priorità che RFI si è prefissata tra gli obiettivi più qualificanti, anche come fattore abilitante verso uno sviluppo sempre più sostenibile delle proprie attività.  Rete ferroviaria italiana si propone così come acceleratore per nuove tecnologie, gettando le basi per la mobilità del futuro. Una mobilità sempre più diffusa, integrata e green, al servizio del Paese, e, perché no, dell’intero contesto internazionale.

 

 

AGC GreenCom 18 Giugno 2021 18:53