Pur avendo un moto di rotazione retrogrado, cioè contrario al nostro, il pianeta Venere è vicino e molto simile alla Terra, però ha un’atmosfera invivibile, costituita al 96,5% di CO2. La temperatura è sempre, e su ogni parte del pianeta di circa 470 gradi e la pressione è paragonabile allo stare un chilometro nelle profondità marine. Come se non fosse abbastanza, piove anche acido.

Negli anni ’70 e ’80 sono state inviate molte sonde, da USA e Unione Sovietica, poi l’interesse è scemato e si rivolto altrove, in particolare verso Marte. Ora però si è tornati a studiarlo ed esplorarlo attraverso le missioni D- Vinci+, Veritas della NASA e EnVision della ESA.

Paul Byrne, professore associato di Scienze planetarie presso la North Carolina State University, ha spiegato su Science Focus quanto importanti siano le nuove missioni, dalle quali ci si aspetta di trovare risposte proprio sul perché un pianeta tanto simile al nostro, vicino e quasi gemello alla Terra, sia così tanto diverso.

Una delle teorie più accreditate ed inquietanti è che miliardi di anni fa fosse davvero come il nostro Pianeta, ma l’effetto serra incontrollato l’abbia traformato.

AGC GreenCom 16 Giugno 2021 13:00