Al G7, i Grandi della terra raggiungono un “ambizioso e duraturo accordo sul clima” e sulla transizione ecologica, secondo quanto riferito dal premier Mario Draghi alla conferenza stampa al termine del Summit. I partner del G7 stanno firmando per un impegno congiunto per l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 come termine ultimo e mantenere l’aumento della temperatura di 1,5 gradi.

Tra i Leader si è sottolineata la necessità di destinare una quota importante di investimenti per la ricostruzione post Covid alla Green Recovery. Il premier Draghi ha anche sottolineato che serve tempestività (e l’Italia è pienamente in linea con gli impegni assunti, avendo destinato il 30% delle risorse messe a disposizione per la ricostruzione, proprio alla transizione ecologica) e condivisione degli obiettivi.

Il vertice di Carbis Bay mette anche sul tavolo un piano finanziario per la realizzazione di infrastrutture ecologicamente sostenibili per i paesi in via di sviluppo nonché il sostegno a un piano per fermare l’impoverimento della biodiversità nel mondo entro il 2030. Boris Johnson ha anche lanciato la proposta di un contributo di mezzo miliardo di sterline da destinare attraverso lo UK Planet Fund a paesi come Ghana, Indonesia e isole del Pacifico contro la pesca sregolata e l’inquinamento dei mari, in difesa dell’ecosistema costiero e la tutela delle barriere coralline.

“Proteggere il nostro pianeta è la cosa più importante che i Leader possono fare per la gente – ha dichiarato il premier britannico – Vi è una relazione diretta tra la riduzione delle emissioni nocive, la salvaguardia della natura, la creazione di posti di lavoro e la garanzia di una crescita economica a lungo termine. Come nazioni democratiche, abbiamo la responsabilità anche di aiutare i Paesi in via di sviluppo. Questo G7 è sicuramente un buon passo in avanti per guidare il mondo verso una Rivoluzione Industriale Green che abbia il potenziale di trasformare il nostro modo di vivere”.

AGC GreenCom 13 Giugno 2021 18:30