Il mondo della Finanza sta facendo pressione affinché i Governi aumentino i loro impegni contro il cambiamento climatico con una serie di azioni prioritarie, tra cui eliminare i sussidi ai combustibili fossili, uscire completamente dalla generazione elettrica a carbone, attuare politiche di carbon pricing finalizzate ad accrescere il costo di ogni tonnellata emessa di CO2.

In una lettera ai governi, 457 investitori che gestiscono oltre 41.000 miliardi di dollari di investimenti (37% circa di tutta la finanza gestita a livello mondiale), chiedono di adottare misure che consentano di abbattere più velocemente le emissioni di anidride carbonica, in linea con gli obiettivi di Parigi, cioè limitare a +1,5°C il surriscaldamento globale entro fine secolo, rispetto ai valori preindustriali.

La lettera è stata diffusa alla vigilia del vertice G7 in corso in questi giorni a St. Ives in Inghilterra.

Nella lettera dei 457 investitori, si raccomanda ai governi di fare cinque cose prima del vertice mondiale sul clima (la CoP 26) in calendario a novembre a Glasgow: rafforzare gli impegni nazionali per ridurre le emissioni di CO2 al 2030, seguendo una traiettoria compatibile con un riscaldamento di 1,5°C; definire un percorso con chiari obiettivi intermedi per raggiungere il traguardo net-zero al 2050; rimuovere i sussidi alle fonti fossili e abbandonare il carbone. Infine assicurare i piani economici per la ripresa post-Covid anche al fine di supportare la transizione verso le tecnologie pulite.

AGC GreenCom 12 Giugno 2021 9:45