domenica, Settembre 26, 2021
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Idrogeno, rapporto Enea: possibile creare 500mila posti di lavoro in 30 anni

Lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno potrà creare fino a 500mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 30 anni, puntando su neutralità tecnologica, valorizzazione delle diverse tecnologie e ricerca e innovazione come asset strategici. È quanto emerge dallo speciale Enea Pianeta Idrogeno che propone un viaggio tra i protagonisti del settore.

“Enea presidia il settore idrogeno da oltre 30 anni, con attività di ricerca, sviluppo e sperimentazione a 360 gradi, grazie a professionalità e infrastrutture molto avanzate che consentono di fare da ‘cerniera’ tra laboratori e industria”, spiega il Direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’Enea, Giorgio Graditi.  “Un esempio è la Hydrogen Valley – aggiunge – progetto da 14 milioni di euro finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito dell’iniziativa Mission Innovation, per realizzare nel Centro Ricerche Enea Casaccia un insieme di infrastrutture high-tech che agiscono come incubatore tecnologico per i diversi anelli della filiera dell’idrogeno e offrire opportunità di sviluppo, innovazione e servizi avanzati alle aziende”.

Ampio spazio viene dato alle strategie di Stati Uniti, Giappone, Australia – ma anche di Germania, Francia, Spagna e Olanda – e nell’ambito dello scenario italiano vengono evidenziate le sfide e gli ostacoli alla creazione di una filiera e alla conquista di spazi e competitività. Ad oggi, nel nostro Paese vi sono settori più maturi e più pronti da un punto di vista tecnologico mentre altri necessitano di ulteriori sforzi. Soprattutto, evidenzia lo speciale, va coniugata la capacità e l’offerta di innovazione e sviluppo tecnologico del mondo della ricerca con la domanda di innovazione e chiusura dei cicli delle filiere produttive.

“L’Italia può posizionarsi strategicamente lungo tutta la catena del valore dell’idrogeno (produzione, trasporto, logistica, distribuzione, storage, usi finali) grazie ad una grande tradizione manifatturiera, ad un know-how e a centri di ricerca di eccellenza, nonché ad una collocazione geografica ideale per diventare il futuro hub europeo e mediterraneo sul fronte idrogeno”, conclude Graditi.

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