Per studiare spiagge e fondali arrivano nuove tecnologie di osservazione da remoto che aiuteranno a mitigare gli effetti dell’erosione delle coste. Lo studio è stata portato avanti da un team di ricercatori di Enea, Ispra, Cnr e Iuss su un tratto del litorale del Parco Nazionale del Circeo tra Latina e Sabaudia ed è stato pubblicato sulla rivista internazionale Remote Sensing.

Per effettuare al meglio il lavoro i ricercatori si sono basati su una nuova metodologia che combina tecniche di telerilevamento con sensori aerei ad alta risoluzione (LiDAR – Light Detection and Ranging) e misure in situ per la calibrazione e la verifica dei dati acquisiti.

Il Lidar ha consentito di esaminare il fondale fino a 18 metri di profondità e di individuare i tratti in cui sono presenti le barre di sabbia, accumuli di origine naturale che si formano principalmente nei bassi fondali sabbiosi per effetto delle correnti e del moto ondoso, che possono alimentare la spiaggia emersa e mitigare gli effetti dell’erosione costiera.

AGC GreenCom 11 Giugno 2021 7:30