“Indispensabile la crescita, ma certo non a danno dell’ambiente. La crescita, infatti, è uno dei mezzi, non il fine ultimo dello sviluppo. Contribuisce all’equità perché arresta e risolve la sperequazione distributiva all’interno delle singole economie e soprattutto tra le economie. Così, un’economia in crescita è innegabilmente più stabile, sia dal punto di vista ciclico, sia da quello della stabilità dei prezzi, sia da quello dei mercati finanziari.

Nei fatti una “buona crescita”, ottenibile soltanto con l’utilizzo di tecnologie meno invasive e nocive per l’ambiente. E, oltretutto, capaci di riparare i danni ambientali già prodotti. Di conseguenza, le infrastrutture necessarie non devono esser causa di fratture nel territorio, ma invece opere capaci di ricomporle.

Tra gli elementi determinanti, in primo piano l’intermodalità. “Non a caso grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza appunto interveniamo massicciamente sull’intermodalità – ha sottolineato Teresa Bellanova, viceministra Infrastrutture e delle Modalità Sostenibili – in quanto la sinergia tra tipologie di trasporto differenti coniuga sicurezza, diminuisce il traffico, riduce l’inquinamento e genera convenienza economica. E altrettanto massicciamente interveniamo sul trasporto pubblico locale perché gli investimenti per il miglioramento dell’efficienza del materiale rotabile riducono l’inquinamento”. Concetti e parole espressi e pronunciati con abituale chiarezza dalla sempre vulcanica rappresentante del Governo ospite oggi giovedì 10 giugno del web meeting promosso da Consenso Europa e dedicato appunto a “Infrastrutture, mobilità sostenibile, semplificazione degli appalti pubblici.

“Riforme e investimenti, sostenibilità e accessibilità – ha indicato Bellanova – sono le parole chiave del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e identificano le chiavi di accesso al rilancio del Paese nei prossimi dieci anni. Fattori determinanti a patto di muoversi contemporaneamente lungo lo stesso solco”.

Per la viceministra non è solo questione di risorse o di infrastrutture: “Con la cospicua dote di 62 miliardi, il Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili è, nel Piano, il primo Ministero per investimenti”. Ma, come ha sottolineato, “l’impianto istituzionale coerente con le esigenze e le prospettive produttive, economiche ed occupazionali del Paese è fuori di ogni dubbio determinante e costituisce una variabile primaria. Al pari delle risorse, l’azione della pubblica amministrazione e la capacità di incidente delle riforme sono parte integrante del Piano e determineranno rispetto dei tempi e qualità dell’attuazione”.

“Oggi più che mai trasparenza e semplificazione sono determinanti – ha ribadito la viceministra nel suo intervento – anche nello sconfiggere tutte le opacità, le discrezionalità, e i colli di bottiglia che hanno impedito, all’azione del pubblico come del privato, di esprimere al massimo le enormi potenzialità del Paese”.

La inadeguata dotazione infrastrutturale “non è detto debba riferirsi soltanto alla quantità fisica di capitale disponibile, né rappresenta necessariamente l’unico criterio sicuro per identificare ciò che deve essere realizzato. Viceversa, una cattiva organizzazione può tradursi in carenza di infrastrutture che è vano tentare di rincorrere se non si producono nello stesso tempo un miglior Governo del territorio e migliori politiche delle infrastrutture di trasporto e della mobilità”.

“Attraverso il PNRR e il DL semplificazioni – ha concluso Teresa Bellanova – interveniamo rispettivamente sia su precisi strati dell’armatura infrastrutturale del Paese attraverso una distribuzione il più possibile organica degli interventi tra grandi assi di collegamento e assi di dimensioni minori. Cui si aggiungono investimenti che saranno direttamente destinati alle linee regionali, sia sull’innovazione degli ambiti organizzativi e dei processi a monte (innalzamento della soglia degli affidamenti diretti; tempi rapidi di aggiudicazione; snellimento delle procedure approvative, ecc.). Diversamente, lo stesso Green deal rischia di diventare una bella e irrealizzabile utopia”.

 

 

AGC GreenCom 10 Giugno 2021 14:00