Il Governo per la soluzione della crisi Alitalia è impegnato “in uno sforzo molto importante e saranno mesi molto complicati”. Lo ha detto il Ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti parlando a Trento nel corso del Festival dell’Economia, dove sono stati affrontati gli “argomenti caldi” sul tappeto, come il “blocco dei licenziamenti” la questione Ilva e altre situazioni in cui versa l’industria.

Il blocco dei licenziamenti è stata una misura eccezionale, il problema è come ora gestire questa delicata transizione, come ha sottolineato il Ministro. “Tutto deve essere rivisto e collegato al sistema degli ammortizzatori sociali che non deve essere certo quello del mondo prepandemia – ha detto – e la ripresa sarà sorprendente, molto più veloce di quello che ora si pensa, ma dipende da settore a settore”.

Tornando ad Alitalia, molte le ombre in cielo e all’orizzonte. “Non ci sono certezze per nessuno e il mercato ne risulterà sconvolto”. Per Giorgetti, “tutti devono comprendere l’incredibile sforzo per far partire una compagnia pubblica che risponda ai criteri di economicità. Voglio far capire a tutti, compresi i sindacati, che  lo sforzo del Governo è davvero importante, saranno mesi molto complicati. E la nuova ITA (Italia Trasporto Aereo), ovvero la newco di Alitalia, non dovrà competere con le compagnie low cost ma dovrà necessariamente trovare un partner a livello internazionale con cui fare sinergia nel contesto globale delle connessioni”.

Questione del partner industriale affidabile che si trascina irrisolta ormai da anni , anzi da ben più di un decennio. Da quando nel 2008 Silvio Berlusconi dedicò la propria campagna elettorale, poi vincente, sull’italianità di Alitalia e dei “Capitani coraggiosi”, rinunciando alla vendita in toto oramai pressoché conclusa, debiti compresi, ad Air France-KLM organizzata dal premier Romano Prodi, poi sconfitto dal voto popolare. Come se i franco-olandesi volessero far scomparire la compagnia italiana rinunciando ai benefici di un marchio tanto prestigioso, che ora invece  rischia d’esser gettato alle ortiche. Che occasione sciupata per meri interessi elettorali. Ma la politica, specie quella italiana, così si muove. E non è certo né eccezione né novità!

Con la Newco di Alitalia “nasce una società totalmente pubblica, la Commissione europea ci suggerisce una totale discontinuità con Alitalia”, ammette infatti Giorgetti. Dichiarazioni che sottintendono di fatto come “scappatoie” di ogni genere per tentar di salvar capre e cavoli non debbano neppure essere ipotizzate.

Sugli altri fronti, come per l’ex Ilva di Taranto, “siamo impazienti  per la sentenza di metà giugno, quando il consiglio di Stato permetterà il chiarimento della situazione.  “E’ chiaro – ha ricordato Giorgetti – che abbiamo già in testa in modo realistico e pragmatico quale potrà essere il profilo di investimento per arrivare a una produzione che tenga conto delle legittime aspettative in materia ambientale ma continui a produrre acciaio al servizio dell’industria nazionale. Ma solo allora il quadro si chiarirà. E a quel punto ci metteremo al tavolo con Mittal per capirne le reali intenzioni, se e come vuole rimanere nella partita”.

Al dunque, “in Italia ritengo che si debba tentare di ritornare a fare politica industriale ma non con lo Stato azionista, bensì con lo Stato regolatore”, ha affermato il Ministro dello Sviluppo economico. “Ad esempio con l’industria farmaceutica, non è solo questione di sussidi – ha aggiunto – ma è soprattutto creare una situazione in cui fare industria, fare impresa in Italia torni ad essere interessante, sia per i nostri imprenditori italiani, sia per quelli esteri”.

 

 

 

AGC GreenCom 6 Giugno 2021 17:50