La Federazione delle imprese del settore dei trasporti e della logistica (SPC Translog) segnala delle conseguenze disastrose di perdite in termini di posti di lavoro e finanziarie dopo la chiusura dei porti a secco (dryport) presa dalle autorità pubbliche. Ricordiamo terminal container possono trovarsi all’interno di un porto (terminal container marittimi), oppure nell’entroterra (terminal intermodali, anche noti come dry port).

Il direttore generale delle dogane ha preso, il 28 marzo 2021, unilateralmente la decisione di chiudere 16 società, pubbliche e private, mentre per la costruzione di queste piattaforme logistiche sono stati effettuati investimenti stimati di oltre 260 milioni di dollari, di cui 80 milioni in valuta estera.

Questo ha causato il licenziamento di 3.000 lavoratori di porto e la perdita indiretta di oltre 10.000 posti di lavoro. Oltre alla chiusura di una quindicina di società di groupage e di trasporto merci che impiegano più di 300 persone.

Inoltre, dopo questa chiusura,  i grandi armatori di container hanno deciso di ridurre il loro volume di trasporto verso l’Algeria del 30%, per alcuni del 50%.Con la chiusura dei dryport, gli armatori hanno deciso di non caricare più container a temperatura controllata.

La FederazioneSPC Translog ha avvertito che questo avrà delle conseguenze sull’importazione delle merci pericolose nonché dei medicinali con il rischio di penuria di farmaci nelle settimane a venire.

Foto porto container Algeri

AGC GreenCom 25 Maggio 2021 8:11