Il sargasso pelagico potrebbe morire e decomporsi per la maggiore disponibilità di azoto. La scomparsa di questa alga bruna galleggiante potrebbe provocare danni per gli ecosistemi e per la salute dell’uomo.

L’ipotesi è il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli scienziati della Florida Atlantic University (FAU), dell’Università della Florida del Sud, del Woods Hole Oceanographic Institution dell’Università del Mississippi meridionale e della Florida State University, che hanno analizzato un totale di 488 campioni di sargasso raccolti tra il 1983 e il 1989 e il 2010 e il 2019. A livello globale, spiegano gli autori, la proliferazione di alghe nocive è correlata all’aumento dei tassi di inquinamento. Il team ha scoperto cambiamenti critici nella chimica e nella composizione dell’alga

I ricercatori hanno valutato e confrontato la percentuale di carbonio (C), azoto (N) e fosforo (P) nel tessuto del sargasso e il rapporto tra le tre sostanze. Gli esperti hanno riscontrato un aumento del 35 per cento nella concentrazione di azoto e una diminuzione di fosforo del 42 per cento, oltre che un aumento del 111 per cento nel rapporto tra azoto e fosforo.

AGC GreenCom 24 Maggio 2021 19:35