Fra ii film in programma alla quarta giornata del Florence Korea Film Fest, ”Stop” è un film del 2016, tra i titoli più significativi del ”secondo” Kim Ki-duk, morto nel 2020 a seguito complicazioni da covid, che prosegue nella direzione di un cinema corrosivo e inconciliabile.

La storia è drammatica: Sabu e Miki, una giovane coppia di Fukushima, vengono disturbati da un’improvvisa esplosione nella vicina centrale nucleare. Secondo le istruzioni, fuggono rapidamente dall’area contaminata dalle radiazioni.

Dopo aver trovato un posto a Tokyo, scoprono che Miki è incinta. Terrorizzata dal fatto che il bambino possa essere colpito, Miki cerca di abortire, ma Sabu cercherà di impedirlo. ”Kim Ki-duk trova nel Giappone post-Fukushima la dimensione apocalittica adeguata in cui calare la vicenda universale di una coppia alle prese con la nascita di un figlio, e quindi di un nuovo mondo.” – si legge nel catalogo della critica del festival –

”Guardando a questo sconvolgimento attraverso il suo disperato nichilismo, il regista coreano crea un parallelo tra la dimensione dei singoli e il disastro che incombe su di loro e su tutti, aprendo il vaso di Pandora delle ossessioni che minano ogni forma di convivenza.”

La proiezione arriva puntuale nell’anno del decimo anniversario dal disastro di Fukushima (marzo 2011), in Giappone appunto, che sollevò il dibattito sull’utilizzo dell’energia nucleare. 

La manifestazione, ideata e diretta da Riccardo Gelli dell’associazione Taegukgi – Toscana Korea Association, è organizzata con il supporto Fondazione Sistema Toscana, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Kofic – Korean Film Council insieme ai main sponsor Conad e Unipol Sai.

Foto del film

AGC GreenCom 23 Maggio 2021 12:28