Gli investimenti fissi cinesi nel settore dei trasporti hanno mantenuto una crescita costante l’anno scorso, secondo i dati ufficiali.

Il totale degli investimenti fissi è aumentato del 7,1 per cento anno su anno a quasi 3,48 trilioni di yuan (circa 541,6 miliardi di dollari) nel 2020, secondo il Ministero dei Trasporti. Il tasso di crescita è stato il più alto degli ultimi tre anni, ha sottolineato il ministero.

Entro la fine del 2020, il chilometraggio operativo della rete ferroviaria cinese ha raggiunto 146.000 km. Il paese aveva un totale di 5,2 milioni di km di autostrade, di cui le superstrade rappresentavano 161.000 km. C’erano 2.592 attracchi di classe 10.000 tonnellate o superiore e 241 aeroporti civili certificati in tutto il paese alla fine dello scorso anno. 

La Cina ha 40.000 km di infratrutture ferroviarie merci di Alta Velocità, l’Italia ha 1000 km e tutto il resto del mondo ha circa 15 mila km. Il dato cinese è più del doppio rispetto a quello del resto del mondo. I numeri del mercato cinese attestano che «i treni in partenza dalla Cina e in arrivo in Europa e viceversa se nel 2016 sono stati 1700. Nel 2020 il dato è cresciuto notevolmente: 12.000 treniun grande incremento sebbene si parli di numeri ancora piccoli».
Tra i maggiori problemi di questo settore è lo sbilanciamento dei traffici tra Cina e Europa  «nel novembre 2020 a fronte di 10 treni che ogni settimana partivano dalla Cina verso l’Europa, solo 2 coprivano la tratta nella direzione opposta, Europa-Cina».
Tra i limiti anche la presenza di problemi tecnici e regolamentari in Europa  riguardo ai sistemi, alla lingua, al voltaggio con cui si riuscirebbero a fare «treni lunghi e pesanti a lunga percorrenza. Come avviene negli USA dove il trasporto ferroviario merci è rappresentato per il 46% da treni lunghi e pesanti che viaggiano per migliaia di km».
Da specificare che gli investimenti della Cina sulle infrastrutture ferroviarie non sono stati soltanto sul così detto corridoio della Via della Seta, nell’ambito della Belt & Road Initiative, poichè Pechino da molti anni investe in Africa, un po’ ovunque: in Kenia, Tanzania, Etiopia, Gibuti, Golfo di Aden, Somalia.

AGC GreenCom 19 Maggio 2021 16:30