Subito, “già oggi, nessun investimento in nuovi progetti per la fornitura di combustibili fossili” e nessun investimento per nuove centrali a carbone senza sistemi di cattura dell’anidride carbonica. Entro il 2035 stop alle vendite di nuove autovetture passeggeri con motore a combustione interna e entro il 2040 il settore elettrico globale dovrà aver già raggiunto emissioni nette zero. Queste alcune delle azioni necessarie per arrivare all’obiettivo di zero emissioni nette al 2050 secondo l’ultimo rapporto dell’International Energy Agency (IEA), l’Agenzia internazionale dell’energia, diffuso oggi. Secondo ‘Net Zero by 2050: a Roadmap for the Global Energy Sector’, il percorso verso emissioni nette zero richiede “l’implementazione immediata e massiccia di tutte le tecnologie energetiche pulite ed efficienti disponibili, combinata con una grande spinta globale per accelerare l’innovazione”. Sarà necessario arrivare al 2030 a installare ogni anno 630 GigaWatt di solare fotovoltaico e 390 GW di eolico, cioè sommati “quattro volte il livello record raggiunto nel 2020”, avverte IEA. Per il solare fotovoltaico, ciò equivale all’incirca a installare l’equivalente di quello che oggi è il parco solare più grande al mondo ogni giorno. Indispensabile anche “un’importante spinta a livello mondiale per aumentare l’efficienza energetica”, che rappresenta “una parte essenziale di questi sforzi”. Il tasso globale di miglioramenti dell’efficienza energetica dovrà essere in media del 4% all’anno fino al 2030, circa tre volte la media degli ultimi due decenni.

“Nel nostro percorso verso emissioni nette zero non è necessario investire in nuove forniture di combustibili fossili”, si legge in ‘Net Zero by 2050: a Roadmap for the Global Energy Sector’, l’ultimo rapporto dell’International Energy Agency (IEA), l’Agenzia internazionale dell’energia, diffuso oggi. “Al di là dei progetti su cui ci si è già impegnati dal 2021, nel nostro percorso non ci sono nuovi giacimenti di petrolio e gas approvati per lo sviluppo e non sono necessarie nuove miniere di carbone o estensioni di quelle esistenti”. L’intensa attenzione sulle politiche per frenare il cambiamento climatico “si traduce in un forte calo della domanda di combustibili fossili, il che significa che l’attenzione dei produttori di petrolio e gas passa interamente alla produzione – e alla riduzione delle emissioni – da risorse esistenti”. La domanda di carbone senza associata riduzione delle emissioni “diminuirà del 90% arrivando fino ad appena l’1% del consumo totale di energia nel 2050”. La domanda di gas, nel percorso individuato da IEA “diminuisce del 55% a 1.750 miliardi di metri cubi” al 2050 e quella di petrolio “scende del 75% a 24 milioni di barili al giorno (mb/d) dai circa 90 mb/d del 2020”.

La produzione di elettricità pulita, le infrastrutture di rete e i settori di utilizzo finale sono settori chiave nell’aumento degli investimenti nel percorso individuato da IEA per emissioni nette zero al 2050. Investimenti in infrastrutture e tecnologie abilitanti della transizione “sono vitali per la trasformazione del sistema energetico”.

AGC GreenCom 18 Maggio 2021 17:39