Il rapporto Confcommercio-Censis sull’impatto della pandemia su fiducia, prospettive e consumi e delle famiglie italiane registra grande incertezza da parte dei cittadini verso il futuro: crollo dei consumi (1.831 euro pro capite nel 2020) e aumento del risparmio (+82 miliardi nel 2020, di cui 66 miliardi detenuti in forma liquida) sono i segnali di una situazione molto complessa, che colpisce tutti gli ambiti della vita economica del Paese.

Seppur sia vero che le tasche maggiormente piene degli italiani possano rappresentare un ottimo incentivo per la ripresa dei consumi quando la pandemia sarà conclusa, la crisi attuale degli stessi provoca grossi problemi, soprattutto se consideriamo che, secondo le stime, dei 1.831 euro pro capite persi ne recupereremo solo 638.

Inoltre, si rivela, rispetto alla crisi dei debiti sovrani, una fiducia in risalita rispetto all’inizio della pandemia. E anche le condizioni economiche non sembrano peggiorate più di tanto: 2 intervistati su 3 hanno infatti affermato di non aver percepito peggioramenti in termini di risorse messe da parte insieme al reddito correntemente percepito, anche se esistono categorie fortemente colpite, come quella del lavoro indipendente, dove solo 1 su 5 non è stato colpito da crisi durante questo periodo difficile.

Cercare dunque di tutelare gli indipendenti è uno degli obiettivi principali per garantire la ripresa, e come dichiarato da Confcommercio e Censis: “Vediamo, dunque, quali potrebbero essere i driver da cui potrebbe partire la ripresa dei consumi nel 2021, che comunque prevediamo moderata: soprattutto tecnologia e ambiente domestico, oltre naturalmente i servizi. Per quanto riguarda i beni, si prevede un incremento della dotazione familiare di tecnologia, dettato certamente dallo smart working, ma anche dai palinsesti domestici autoprodotti attraverso le piattaforme e dalle nuove forme di socialità virtuale. In generale sembra esserci una riscoperta dell’abitazione come luogo che produce benessere e, complici anche i diversi incentivi alle ristrutturazioni e alle manutenzioni straordinarie, un po’ tutta la casa potrebbe essere interessata da una crescita della spesa per consumi”.

Anche l’auto, soprattutto per la sua transizione verso l’elettrico, ha il potenziale per diventare un nuovo polo attrattore di spesa. Da sottolineare, però, come molte famiglie abbiano richiesto la sospensione del pagamento delle rate del mutuo o delle bollette o un prestito per motivi di liquidità.

Al livello di abitudini alimentari si registra una situazione di stabilità per la maggioranza delle famiglie (65,3%), mentre per alcune è stata riscontrata una diminuzione della qualità della propria alimentazione e una ricerca frenetica degli sconti (17,1%), e per altre in quasi egual misura una maggiore attenzione verso la qualità di ciò che si mangia (17,6%). In più si riscontra una grande incertezza per ciò che riguarda le vacanze degli italiani, con molti ancora incerti se andarci o meno.

Per quelle che vengono ritenute le priorità in questo periodo al primo posto vi è la salute (44,9%), seguita dal ritorno al lavoro (36,4%) e il recupero di fiducia nel futuro (18,7%).

Foto Confcommercio

AGC GreenCom 17 Maggio 2021 19:19