Negli ultimi vent’anni in Europa il miglioramento genetico ha permesso di aumentare le rese dell’1,16% ogni anno consentendo di non utilizzare a fini agricoli oltre 21,5 milioni di ettari di terreni. Sono alcuni dei dati emersi dallo studio “Il valore economico, sociale e ambientale del breeding vegetale in Europa e per alcuni stati membri dell’UE” condotto da HFFA Research per Euroseeds, l’associazione che rappresenta il settore sementiero europeo, e presentato oggi a Bruxelles.

Secondo lo studio di HFFA Research, società di ricerca specializzata in ambito agricolo, dal 2000 a oggi a livello europeo il miglioramento genetico è stato il fattore innovativo che ha inciso maggiormente sull’incremento delle rese per le principali colture. Inoltre, ha avuto anche un impatto positivo in termini di contenimento dell’impronta ecologia delle produzioni primarie, poiché ha permesso di non convertire superfici boschive o naturali in terreni agricoli garantendo anche una minore emissione di gas serra. Senza il miglioramento genetico l’Europa sarebbe diventata un importatore netto delle principali colture agrarie nel 2020, compreso frumento e cereali.

 

AGC GreenCom 17 Maggio 2021 18:12