15 aziende agricole unite per il progetto “Life Agricolture”, promosso dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e dal Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano.

Un grosso problema dell’Appennino settentrionale è, spiega Paola Tarocco del servizio Geologico sismico dei suoli della Regione, che nel terreno è stoccata una gran quantità di carbonio – 68 “megatonnellate” –, causando dunque dispersione in caso di lavorazione agricola.

“Gli agricoltori diventano ‘custodi’ del suolo e lo fanno utilizzando buone pratiche agricole. Per questo si sta studiando come remunerarli”, dichiarano Marcello Bonvicini, presidente del Consorzio di bonifica, e Fausto Giovanelli, presidente del Parco.

“Il suolo è una risorsa non rinnovabile se non con tempi e costi altissimi. Preservarla è un obbligo”, sono le parole di Francesco Vincenzi, presidente nazionale ed Emilia-Romagna dell’associazione dei Consorzi di bonifica (Anbi).

“Attraverso prove di campo stiamo dimostrando l’effettivo contributo delle aziende in tale direzione”, è il commento di Maria Teresa Pacchioli, ricercatrice del Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia.

Coloro che aderiranno al progetto riceveranno inoltre incentivi economici.

Foto Life Agricolture

AGC GreenCom 15 Maggio 2021 14:20