venerdì, Settembre 17, 2021
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Israele: pregi e difetti della sua difesa missilistica

L’ultima offensiva missilistica scatenata contro Israele è forse la più violenta che si ricordi.Lo scrive il portale di intelligence https://it.insideover.com/ . Secondo l’IDF (Israel defense forces), molti di più ad oggi 16 maggio)  razzi e colpi di mortaio  stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso il territorio israeliano dalla sera del 10 maggio sono stati 2.900, di cui alcune centinaia non sono riusciti a superare il confine e sono caduti all’interno dell’enclave controllata da Hamas .

Due enormi ondate sono partite la sera dell’11 e dalle 3 del mattino circa di mercoledì 12, ma poi altre se ne sono susseguite quotidianamente. Si tratta del più pesante attacco dal 2014. Questo attacco dipende dalle caratteristiche del sistema difensivo israeliano Iron Dome, un complesso strumento da difesa aerea per intercettare razzi, colpi di mortaio, Uav  (droni) che è entrato in servizio 10 anni fa.

Iron Dome è formato da tre  un radar di scoperta e tracciamento, un sistema di controllo del fuoco e gestione della situazione di combattimento (Bmc) ed una unità di lancio missili (Mfu). Una batteria di Iron Dome consiste di tre/quattro lanciatori fissi trasportabili su camion ciascuno dei quali dotato di 20 missili “Tamir” associati ad un radar sviluppato dalla israeliana Elta. Ogni batteria può coprire un’area di approssimativamente 150 km quadrati con un raggio di azione compreso tra i 4 ed i 70 chilometri. Il missile “Tamir”, cuore del sistema, è lungo 3 metri ed ha una circonferenza di 160 millimetri per un peso di circa 90 chilogrammi.

Iron Dome lavora, secondo il concetto di difesa area multistrato, di concerto con i missili Patriot, e coi sistemi Arrow-2 e 3, David’s Sling ed Iron Beam pensato per poter intercettare i più insidiosi proietti di mortaio.

Iron Dome è stato efficace durante l’Operazione Pillar nel novembre 2012 quando 1506 razzi furono lanciati contro Israele. Di questi 875 sono caddero in aree non abitate senza venire  intercettati da Iron Dome. Altri 152 lanci fallirono cadendo nella Striscia di Gaza, mentre   il sistema israeliano ne intercettò 421  mancandone 58 caduti in aree edificate causando danni.

Secondo InsideOver fonti ufficiali israeliane danno la percentuale di intercettazione di Iron Dome tra l’85 e il 90%, secondo le statistiche dell’industria produttrice, la Rafael, ma sono i dati contestati. Nel 2014 un ricercatore dimostrò che l’efficacia era molto più bassa (tra il 6 ed il 12%) e lo “scudo” era dato per la maggior parte dalla prontezza del sistema di allarme precoce di Israele e dall’avere un alto numero di rifugi, che insieme all’addestramento della popolazione che ha ridotto drasticamente il numero delle vittime.

Iron Dome, come tutti i sistemi di difesa antimissile ha una falla: in caso di attacco di saturazione, ovvero quando si trova a dover affrontare un alto numero di proietti o razzi che non riesce a eliminare, qualcuno sfugge alle “maglie” del sistema.

Iron Dome ha quindi un “punto di saturazione” oltre il quale la sua efficacia diminuisce. II lancio massiccio di razzi, effettuato in un’unica salva concentrata, può quindi riuscire a sfondare le difese e causare danni. Questa, stando a quanto ci riporta la cronaca degli ultimi giorni, è proprio la tattica usata da Hamas.  

Tornando a Iron Dome e alla sua efficacia, bisogna considerare anche alcune peculiarità date dalla geografia e dal sistema stesso: gli attacchi vengono sferrati dalla Striscia di Gaza, che possiamo considerare un’enclave stretta tra il mare, Israele e l’Egitto, quindi a pochissima distanza dagli obiettivi nello Stato ebraico e il sistema israeliano risulta incapace di far fronte a minacce a brevissimo raggio perché non può abbattere razzi o proiettili la cui gittata è inferiore a 5-7 chilometri.

Prima però di trarre ulteriori considerazioni su quanto Iron Dome abbia realmente neutralizzato la maggior parte degli attacchi missilistici, InsideOver invita ad attendere che l’offensiva termini, speriamo presto perché il numero dei morti e dei feriti va crescendo e nessun sistema missilistico potrà mai compensare lutti i lutti e le sofferenze, anzi…

Foto missile Patriot Wikipedia 

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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