Il Comando spaziale degli Stati Uniti ha confermato che lo stadio principale cinese Long March 5B è rientrato nell’atmosfera sabato ed è caduto nell’Oceano Indiano a nord delle Maldive.

Dopo che un enorme razzo cinese è precipitato nell’Oceano Indiano sabato 8 maggio, la NASA ha condannato l’uso nel paese della tecnologia di lancio con rientri incontrollati dall’orbita. Lo riporta Military&Aerospace.

L’amministratore della NASA Bill Nelson ha rilasciato una dichiarazione dopo che il 18 ° squadrone di controllo spaziale del Comando spaziale statunitense ha confermato che il palco centrale della Long March 5B cinese è rientrato nell’atmosfera alle 22:14 ora locale precipitando nell’Oceano Indiano a nord delle Maldive. “Le nazioni che viaggiano nello Spazio devono ridurre al minimo i rischi per le persone e le proprietà sulla Terra al rientro di oggetti spaziali e massimizzare la trasparenza riguardo a tali operazioni”, ha detto Nelson. “È chiaro che la Cina non riesce a soddisfare gli standard responsabili per quanto riguarda i detriti spaziali”.

L’esperto di detriti spaziali Jonathan McDowell, astrofisico presso l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge afferma che le dimensioni del razzo cinese lo hanno reso uno dei detriti più grandi e incontrollati con i quali la Terra dovrà fare i conti per  diversi decenni.

La vicenda del razzo cinese si è “sgonfiata” dopo che questo si è disintegrato in una zona di cielo sopra l’Oceano Indiano, ma alla Cina non sono piaciute le esternazioni del nuovo amministratore della NASA, Bill Nelson. L’alto dirigente dell’agenzia spaziale statunitense che ha parlato di mancanza di responsabilità su queste problematiche da parte della nazione orientale.

Tuttavia il giorno dopo la caduta del razzo  un articolo sul quotidiano cinese Global Times riportava la notizia dal punto di vista cinese con le parole  del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying secondo il quale   “è una pratica comune e internazionale quella di far deorbitare gli stadi dei razzi, aggiungendo che la Cina è comunque disposta a collaborare con enti internazionali per affrontare la tematica dei detriti spaziali.

IL portavoce ha anche fatto riferimento a un “doppio standard” nella comunicazione quando si tratta di operazioni svolte dai cinesi oppure dagli USA. Hua ha dichiarato “possiamo ricordare quando un razzo statunitense è rientrato a Marzo in una proprietà di un contadino locale, i media statunitensi hanno descritto la scena con un vocabolario piuttosto romantico come -scie simili a comete-“.Il portavoce cinese, pur non citandolo direttamente, ha parlato del rientro del secondo stadio di un Falcon 9 avvenuto alla fine di Marzo. In quel caso, effettivamente, almeno un componente era riuscito ad arrivare fino al suolo pur non causando danni o ferendo persone.

Comunquela Cina, attraverso si è detta pronta a cooperare anche con gli USA per cercare di mitigare i problemi in futuro, ma la NASA però ha vincoli molto stringenti quando si tratta di cooperare con i cinesi poiché  le operazioni spaziali sono spesso legate all’ambito militare e alla sicurezza nazionale.

Foto Military&Aerospace

AGC GreenCom 14 Maggio 2021 17:30