Due arresti e un sequestro di beni per 60 milioni di euro. E’ questo il bilancio di un’operazione portata avanti dalla Guardia di Finanza di Olbia a carico di due imprenditori, titolari di un importante complesso alberghiero della zona. In base a quanto appreso i due, padre e figlio, attraverso accordi con un pubblico ufficiale, Direttore Generale di un’associazione di enti pubblici locali, e con la mediazione di un importante professionista romano, avrebbero tentato di rientrare in possesso del patrimonio di società fallite. Dalle indagini è emerso che gli indagati avrebbero agito anche approfittando della situazione emergenziale venutasi a creare con la pandemia da nuovo coronavirus. Gli stessi avrebbero provato ad accedere perfino a finanziamenti agevolati e garantiti da fondi governativi. Gli indagati hanno, in pratica, ristretto, anzi azzerato, la platea dei possibili concorrenti, attraverso contatti clandestini ed accordi che gli avrebbero consentito, con la costituzione di una new company con sede un paese extra UE, di continuare a gestire le attività. Tra i beni sequestrati figurano terreni, campi da calcio e tennis, un centro nuoto, un palasport, un albergo, una club house ed aree urbane ed uffici in tre diverse torri. Disposto, inoltre, il sequestro delle partecipazioni che gli indagati avevano in altre società.

AGC GreenCom 10 Maggio 2021 11:47