Lo riporta la rivista specializzata Intelnews.org secondo la quale il Ministro di Giustizia Belga

ha sollevato preoccupazioni di spionaggio per il nuovo hub logistico che è in costruzione nel Belgio orientale da una società che opera per conto del gigante cinese dell’e-commerce Alibaba.

L’hub è attualmente in costruzione su un lotto adiacente all’aeroporto di Liegi, situato a 40 chilometri a sud-ovest della città olandese di Maastricht.

Con sede nella provincia cinese dello Zhejiang, Alibaba è un’azienda tecnologica multinazionale specializzata in e-commerce e e-retail. È spesso descritto come la versione cinese del gigante americano del commercio elettronico Amazon. Oggi è tra le 10 aziende più ricche  e tra le 30 più grandi aziende pubbliche del mondo.

Nello sforzo di espandere la sua area di operazioni oltre l’Asia, Alibaba ha recentemente annunciato la costruzione di sei hub logistici globali, che le consentiranno di consegnare prodotti in tutto il mondo entro 72 ore.

Il centro logistico di Liegi, programmato per diventare operativo entro la fine di quest’anno, fa parte del più ampio sforzo di Alibaba. Una volta completato, il centro sarà gestito da Cainiao, che è il braccio logistico di Alibaba.

Quando è stato annunciato lo scorso anno, il progetto è stato elogiato dai funzionari belgi della Vallonia, dove avrà sede l’hub, come una grande innovazione che creerà nuovi posti di lavoro e altre opportunità di lavoro per la popolazione locale.

Ma ora il ministro della Giustizia belga, Vincent Van Quickenborne ha espresso preoccupazione per il progetto. Parlando giovedì scorso davanti alla commissione per la giustizia del parlamento federale belga, il ministro ha affermato che il posizionamento di lavoratori e tecnici cinesi nell’hub potrebbe essere potenzialmente sfruttato dal governo cinese per allocare agenti di intelligence all’aeroporto. Inoltre, il centro logistico potrebbe avere accesso ai dati commerciali e personali dei clienti europei di Alibaba e  condividerli con Pechino, ha affermato Van Quickenborne.

Il ministro ha affermato che, come ogni altra azienda cinese, Alibaba è obbligata a “obbedire all’apparato di sicurezza cinese” e ad assumere spie governative come dipendenti quando gli viene chiesto di farlo concludendo che  il suo ministero era stato avvertito dalla Surete de l’Etat, l’agenzia di controspionaggio belga, dei pericoli per la sicurezza insiti nella crescente influenza economica della Cina nel paese.

Venerdì scorso un comunicato stampa diffuso dall’ambasciata cinese a Bruxelles ha condannato i commenti di Van Quickenborne come “accuse infondate” che hanno danneggiato le relazioni tra Belgio e Cina aggiungendo  che, contrariamente a quanto riportato dai media occidentali, lo stato cinese non “richiede alle imprese cinesi di impegnarsi in attività che violano le leggi o le normative locali”.

AGC GreenCom 10 Maggio 2021 10:06