Il nodo della discontinuità è sempre ben stretto per ITA. Le possibilità per il Governo italiano di scioglierlo senza troppi disastri si affievoliscono di ora in ora. Soprattutto per permettere alla NewCo di poter approfittare della ormai imminente stagione estiva che certamente porterebbe a ricavi dalla sempre pur timida ripresa del traffico turistico. Ma la coltre di nubi sembra proprio impedirne il decollo. In tempi brevi e a condizioni accettabili. Sarà dunque la vecchia Alitalia, la cosiddetta bad company (bad numero 2, intendiamoci, dopo l’incredibile smacco dei “Capitani coraggiosi”!) ad assicurare i voli in programma. Salvo complicazioni.

Proprio nel periodo in cui le agguerrite low cost presenti in Italia, Ryanair, easyJet, Volotea e Wizz Air, annunciano quasi a cadenza quotidiana l’avvio di nuove rotte che riguardano l’Italia, anche con l’apertura di nuove tratte nazionali finora non collegate tra loro. Come scrisse Tito Livio, Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur (Mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata), l’amaro commento dello storico dell’antica Roma dell’anno 9 avanti Cristo alla situazione che vide appunto Roma tergiversare finché dopo otto mesi di combattimenti la città si arrese e Annibale la rase al suolo. Il casus belli della seconda guerra punica.

Ma la prima domanda che sorge spontanea riguarda i biglietti già venduti e incassati per i voli della stagione estiva. Non molti, a dire il vero, perdurando tra i clienti l’incertezza di gettare al vento il proprio denaro. Proprio, ed è un paradosso, nell’eventualità remota che ITA riuscisse miracolosamente a spiccare il volo. All’insegna della discontinuità pretesa dall’Unione Europea, s’intende. Il trasferimento alla Newco dei biglietti già venduti Alitalia Bad 2 come potrebbe conciliarsi appunto con la richiesta di discontinuità?

Discontinuità, a partire dall’utilizzo del prestigioso marchio Alitalia messo in discussione dalla Ue e che prevederebbe inoltre la non utilizzabilità dei vari asset della compagnia, a partire da servizi di manutenzione e handling per finire all’appetibile pacchetto clienti fidelizzati (dal cospicuo valore) del Club MilleMiglia e al mantenimento del codice AZ. Per la cronaca, handling sono il complesso dei servizi per l’assistenza a terra agli aerei e ai passeggeri durante la sosta negli aeroporti e l’insieme delle operazioni manuali di prelievo delle merci e il relativo “trattamento” in vista della spedizione.

E la flotta, che con il suo ripetutamente confermato “dimezzamento” da parte dei Ministri Giovannini e Giorgetti sulla base del “piano industriale” presentato da Fabio Lazzerini e Francesco Caio, rispettivamente Amministratore delegato e Presidente di “Italia Trasporto Aereo”, dovrebbe attestarsi tra i 45 e i 50 aeromobili, di cui solo 6 di lungo raggio, rispetto ai circa 100 dell’ancora attuale Alitalia? Dal  conseguente “esubero” di personale di tutte le categorie e mansioni calcolato tra le 5000 e le 6000 unità.

Tutto ciò mentre il Board di Lufthansa Group annuncia l’avvenuto acquisto di 10 nuovi aerei lungo raggio tra Boeing 787-9 e Airbus A 350-900 e l’intenzione di procedere all’acquisizione di altri 175 velivoli di varie categorie nei prossimi anni per il rinnovo e la modernizzazione della flotta in termini di sostenibilità economica e di salvaguardia dell’ambiente

Da considerare, e non è certo aspetto di poco conto, che dal 2002 al 2019 il mercato italiano è triplicato, mentre negli altri maggiori paesi continentali è poco più che raddoppiato. Fa eccezione il Regno Unito, ma bisogna ricordare che Londra ha anticipato la liberalizzazione europea, attraverso accordi bilaterali con vari paesi.
Se si esaminano anche i valori assoluti, emerge come la più elevata crescita del nostro Paese ci abbia permesso di superare il mercato francese, pur restando a grande distanza dai due maggiori paesi generatori di turismo outgoing, il Regno Unito e la Germania, e dalla principale destinazione turistica europea che è la Spagna.
Nel 2019, ante esplosione pandemia, le low cost hanno trasportato 88 dei 160 milioni di passeggeri totali, con una quota di mercato del 55 per cento. Alitalia è invece rimasta ferma. Trasportava 21 milioni di passeggeri a metà anni Novanta, quando il mercato non raggiungeva i 45 milioni, e ne ha trasportati 22 milioni nel 2019, quando il mercato ha raggiunto i 160 milioni.

Foto primo volo Alitalia: 5 maggio 1947 Torino-Roma-Catania trimotore Fiat G 12E

AGC GreenCom 10 Maggio 2021 13:08