domenica, Settembre 26, 2021
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WWf: in 100 anni crollata del 90% la popolazione del leone africano

Il leone africano (Panthera leo) sopravvive solo nel 10% del suo areale storico e in 100 anni la popolazione è passata da 200.000 a meno di 20.000 individui, con un crollo pari al 90%.

Questo declino, causato soprattutto dal degrado degli habitat naturali, da bracconaggio e commercio illegale, è accelerato negli ultimi anni, con la più recente classificazione IUCN ( International Union for Conservation of Nature) che stima un calo del 43% tra il 1993 e il 2014. Le tendenze attuali suggeriscono che in assenza di misure efficaci e di progetti di conservazione dedicati i leoni diminuiranno di un ulteriore 50% nei prossimi due decenni in Africa occidentale, centrale e orientale.

occorre agire ora per non perdere questo predatore, la cui presenza indica lo stato di salute e integrità degli habitat e la cui diminuzione determinerebbe effetti negativi a catena su tutto l’ecosistema. Per questo il WWF lancia il progetto “SOS Leone”, che contribuisce ad un programma globale per salvare i grandi felini del pianeta con l’obiettivo di raddoppiare entro il 2050 il numero dei leoni che vivono in natura, invertendo una tendenza che rischia di portare ad una loro rapida e inesorabile scomparsa.

Dal 9 al 23 maggio ogni donazione al 45585 con SMS o chiamata da rete fissa, aiuterà il WWF a fornire ai ranger l’equipaggiamento e le attrezzature per combattere la piaga del bracconaggio, a donare agli allevatori lampade solari che allontanano i leoni dalle loro mandrie, evitando così che vengano uccisi per vendetta. Il WWF potrà inoltre finanziare la ricerca sul campo per censire i nuclei superstiti dei leoni e collaborare con enti e aree protette per trovare le soluzioni piu’ efficaci per salvare questa specie.

Le aree protette non bastano a salvare il leone: del resto solo il 56% dell’areale della specie è concentrato nei parchi africani. Mentre leoni e prede sono in fase di declino in un’elevata porzione di aree protette, le popolazioni più numerose di 500 individui fanno tutte registrare trend verso il basso tenendo presente che i leoni si sono già estinti in 26 paesi africani e oggi sono presenti solo in 27.

La presenza dei leoni non solo offre benefici ai sistemi naturali, ma può contribuire a migliorare le economie dei paesi dove vivono e produrre notevoli benefici per le comunità locali attraverso le attività legate al turismo, essendo i leoni una delle specie ritenute più carismatiche e iconiche al mondo. Con l’espansione della popolazione umana e delle relative attività tra cui l’allevamento del bestiame, gli habitat dei leoni stanno velocemente scomparendo.

Cio’ si traduce inevitabilmente in una minore disponibilità di prede selvatiche per i leoni e con la sempre più stretta vicinanza fra leoni e persone.  In assenza di interventi e misure di mitigazione, la vicinanza uomo leone significa aumento dei conflitti, aggravati anche dagli effetti del cambiamento climatico.

I leoni, trovandosi ai vertici delle catene alimentari e dei processi ecologici, devono affrontare una miriade di minacce, spesso aggravate dalla mancanza di azioni di conservazione coerenti e integrate e dall’assenza o scarsa attuazione di corrette politiche di gestione del territorio, ma determinarne definitivamente la loro estinzione con tutte le conseguenze che ne deriverebbero per i sistemi naturali africani, le comunità locali e i nostri valori culturali

 

Giuliano Longo
Direzione editoriale l'Unità, commissione parlamentare legge editoria 1980. CDA Sipra rai. Direzione comunicazione PCI. Amministratore delegato Paese Sera quotidiano. Direzione editoriale quotidiano Liberazione. Editore di Time out Roma. No Limits supplemento de l'Unità. Direttore editoriale free Press Cinque giorni successivamente Cinque Quotidiano
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