Aveva suscitato timori e polemiche il presunto il rientro a terra del secondo stadio del razzo cinese “Lunga Marcia 5B” che addirittura avrebbe dovuto cadere sulle nostre teste , invece è rientrato nell’atmosfera sull’Oceano Indiano, in un’area vicina alle isole Maldive. Lo rende noto l’ufficio per il volo umano dell’agenzia spaziale cinese Cnsa. Il rientro è stato confermato anche dai dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad).

Le stime iniziali parlavano invece dell’atterraggio dei rottami incandescenti del razzo  prima Nord Atlantico come probabile punto, poi il bacino del Mediterraneo, ma alla fine è rientrato nell’Oceano Indiano in un punto abbastanza distante dalla Isole Maldive..
In verità già la Protezione Civile aveva escluso la caduta di uno o più frammenti sul territorio italiano sulla base dei dati  forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Tuttavia l’attenzione era giustificata dalle dimensioni del razzo di 20 tonnellate, uno dei più grandi detriti spaziali a cadere in modo incontrollato sulla Terra negli ultimi anni. In Europa la sorveglianza è affidata al consorzio per la sorveglianza spaziale Eusst (EU Space Surveillance and Tracking), del quale fa parte l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e al quale l’Italia partecipa con Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e il centro (Isoc Italian Space Surveillance and Tracking Operation Center) dell’Aeronautica Militare a Pratica di Mare. Una volta elaborati, i dati vengono trasmessi alla Protezione Civile presso la quale è attivo tavolo tecnico, che confermava come “remota l’ipotesi che cada in Italia”.

AGC GreenCom 9 Maggio 2021 7:48