venerdì, Settembre 17, 2021
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Interventi efficientamento solo per le famiglie agiate

La possibilità di accedere al Superbonus 110% non è per tutti, anzi è un vero e proprio percorso ad ostacoli, lentissimo e pieno di pratiche burocratiche da espletare, in cui probabilmente vincono coloro che hanno più solidità economiche.

Questo ha portato Legambiente a formulare una serie di proposte: la proroga del Superbonus almeno fino al 2025; legare l’accesso all’incentivo a una riduzione dei consumi energetici di almeno il 50% o al raggiungimento della classe A; no a incentivazione di sistemi alimentati da fonti fossili; semplificare iter burocratici; creare un fondo di credito a tasso agevolato per le famiglie in difficoltà, rateizzando la spesa in 10 anni e ripagandola con il risparmio dei consumi energetici; pianificazione coordinata; migliorare la capacità di offerta del sistema imprese; dare priorità all’edilizia residenziale pubblica e ai quartieri disagiati; allargare l’incentivo agli edifici privi d’impianti, permettendo l’accesso anche a riqualificazioni energetiche realizzate in alloggi senza sistemi di riscaldamento, con impianti non fissi come le caldaie a gas, molto frequenti al Sud e in abitazioni occupate da persone in difficoltà; di rafforzare il ruolo di regia e controllo del Governo.

Queste sono le richieste di Legambiente, dopo aver visto il Rapporto Civico 5.0 che rileva 2 milioni di famiglie in condizione di povertà energetica e dopo aver considerato tutte le criticità e le ferraginosità del meccanismo di accesso al Superbonus 110%. Spiega Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambienteè utile per far partire i cantieri e dare sollievo al comparto edile, non altrettanto nel ridurre i consumi, dato che per accedervi è richiesto il salto di sole due classi energetiche, e ancora meno nella riduzione dei gas climaterantil e nel l’innovazione del settore. Mancano interventi e politiche focalizzati sugli edifici con residenti in povertà energetica , senza dimenticare scuole e uffici dove i processi sono più lenti”.

La precarietà energetica è un fenomeno in costante crescita che coinvolge milioni di persone per le quali la spesa termica incide in modo pesantissimo sui bilanci familiari, superando i 3mila euro annui. “Il Suoerbonus al 110%  – continua la Eroepotrebbe giocare un grande ruolo nel miglioramento della qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini, se ci fossero strumenti in grado di facilitarne l’accesso da parte delle famiglie in difficoltà , non in grado di sostenere i costi extra bonus”.

Ulteriore ostacolo è la difficoltà di realizzare gli intenti previsti a causa della mancanza di attestati di conformità amministrativa e la strutturazione degli strumenti finanziari connessi alla cessione del credito con situazioni molto differenziate in termini di percentuali di anticipazioni riconosciute, asseverazioni assicurative, costi aggiuntivi, servizi integrati, tutto ciò a vantaggio dei ceti medi o ricchi, in grado di anticipare le spese iniziali. “Il diritto di vivere in case di Classe A – spiega Giorgio Zampetti direttore generale di Legambientenon è solo un’opportunità ambientale e climatica: è una politica di welfare“.

Aldo M. Biscardi
Studente di Ingegneria Gestionale presso La Sapienza. Appassionato di giornalismo, sport, fonti di energia rinnovabili e motori.
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