“In linea di massima dobbiamo, come Paese che ambisce ad avere una leadership ambientale, tecnologica e di mercato, essere attenti a non perdere il treno dell’idrogeno, ma con attenzione, perche’ non e’ una soluzione pronta e disponibile per essere utilizzata”.

Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, lo afferma intervenendo a Dataroom, sul sito del Corriere della Sera. L’idrogeno può trovare applicazione nei cosiddetti “settori ‘hard to abate’, quelli manifatturieri dove è difficile abbattere le emissioni di gas serra”.

Aggiungendo “c’e’ una forte speranza sull’uso dell’idrogeno per avere prodotti decarbonizzati”, settori “dove si fa acciaio, ceramiche, tessile”.

Infatti “oggi un altoforno brucia carbone, ed è la tecnologia che produce piu’ CO2, vale per le acciaierie o ad esempio le cartiere per l’asciugatura”. Quindi, “il primo passo, quasi obbligato, è trasformare le fornaci abbandonando il carbone e utilizzando il gas”.

Questi vale anche “per i forni elettrici, con il gas che produce elettricità. Questo passaggio abbatte al primo colpo il 25% della CO2 prodotta”.

Nella siderurgia è “un passaggio quasi obbligato che comporta un cambiamento del processo manifatturiero nella preriduzione dei rottami metallici”, ricorda il ministro, e “con un investimento importante ma comprensibile si passa al forno elettrico”. Questo, precisa Cingolani, “è solo un passaggio” e nel quadro dell’uso dei fondi del PNRR “puo’ essere dato un contributo alle acciaierie, verrà messo a gara, ma si deve studiare”. Si tratta pero’ di “passaggi che comunque aumentano il costo del prodotto finale, che più diventa verde piu costa” per cui occorre un piano finanziario.

In generale, “si deve essere pronti a passare all’idrogeno, ma si deve capire che tipo di idrogeno”, tenendo conto che, comunque, la “transizione se non si comincia non si ottiene”. I trasporti sono la grande sfida, rileva Cingolani, “i settori del trasporto pesante possono andare a idrogeno, treni, camion, navi, grandi mezzi che possono andare a idrogeno, anche usato in fuel cell“, infatti il vettore idrogeno “posso bruciarlo direttamente o usarlo per alimentare fuel cell, che sono come delle batterie, per motori elettrici“. Si tratta di “tecnologie  pionieristiche che vanno studiate, questi mezzi sono grandi inquinatori e vanno trasformati a idrogeno, ma c’e’ molto da fare”, così conclude il ministro.

Nella foto dell’agenzia DIRE il Ministro Roberto Cingolati

AGC GreenCom 5 Maggio 2021 18:31