Rarissimi esemplari di cactus, appartenenti al genere Copiapoa, sono stati riportati nella loro terra, in Cile, dopo essere stati sequestrati dai Carabinieri Forestali del Nucleo Carabinieri CITIES di Ancona, a due trafficanti di piante protette residenti nelle province di Ancona e Rimini. I due sono accusati di detenzione e traffico internazionale di specie protette dalla CITES, cioè la Convenzione Internazionale di Tutela delle Specie Animali e Vegetali Protette e in via di Estinzione.

L’indagine di Polizia Giudiziaria iniziata nel 2020 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona si è dunque conclusa, scoprendo una rete di almeno 19 tra trafficanti e collezionisti italiani e stranieri. Le rare e delicate piante sequestrate sono state inizialmente affidate all’Orto Botanico dell’Università di Milano, dove sono state poste in serre ad alta e avanzata tecnologia per poi, dopo adeguate valutazioni di carattere sistematico, fisiologico e fitopatologico, essere trasferite e reintrodotte nel loro ambiente naturale di origine, nel deserto di Atacama in Cile.

La delicatezza dell’operazione ha richiesto anche l’intervento dell’Associazione per la Biodiversità e la sua Conservazione di Bologna, il cui presidente, il naturista e membro dell’Unione Mondiale per la Protezione della Natura, Andrea Cattabriga, ha valutato come soluzione finale ottimale, la restituzione delle piante al Cile e la reintroduzione nel loro ambiente naturale, al fine di evitarne la dispersione o la morte e per riparare il danno subito dall’ecosistema del deserto di Atacama.

Tra le autorità coinvolte nell’operazione è stato essenziale il contributo di Barbara Goetsch di Cambridge (UK), copresidentessa della CSSG, che ha curato il reperimento dei fondi necessari per realizzare la complessa e costosa operazione e Pablo Guerrero, Direttore del dottorato in Scienze biologiche, area botanica della Facoltà di scienze naturali e oceanografiche dell’Università di Concepción in Cile, che è uno degli studiosi più importanti della flora del genere Cactus del suo Paese.

Coinvolta anche la Corporación Nacional Forestal del Cile (CONAF), l’ente che si occupa della protezione delle risorse naturali cilene nella persona di Bernardo Martinez, direttore del Dipartimento di Ispezione Forestale e Servizio Agrícola y Ganadero (SAG), l’ente preposto alla protezione delle risorse agricole e naturali del Cile, responsabile del rilascio dei permessi di import ed export dei prodotti agricoli.

Nei primi giorni di aprile, nelle serre dell’Orto Botanico di Milano dove, in piena osservanza delle regole contro la diffusione del Coronavirus-19, alcuni soci della ABC, il direttore dell’Orto Botanico coadiuvato dalla sua equipe di ricercatori e impiegati e alcuni Carabinieri Forestali del Nucleo Carabinieri CITES di Ancona hanno lavorato per etichettare, pesare e impacchettare con la dovuta cura e la necessaria attenzione gli esemplari di cactus cileni. Le preziose piante sono partite il 12 aprile, dopo uno scalo in Francia sono arrivate a Santiago de Chile dove sono state consegnate al personale del CONAF.

È stato stimato che il valore di questo traffico illegale negli ultimi 4 anni è di circa 3 milioni di dollari, ha interessato oltre 100mila piante e sta causando la sparizione di molte varietà selvatiche, alcune delle quali presenti in davvero pochissimi esemplari. Recenti indagini investigative internazionali indicano che il mercato più fiorente sia in Cina e Giappone. Ma oltre al danno economico, ciò che maggiormente preoccupa è l’alterazione dei delicati equilibri biologici dell’ecosistema, la perdita di patrimonio genetico e di biodiversità.

AGC GreenCom 2 Maggio 2021 18:00