La domanda viene posta dal quotidiano parigino Le Figaro che riporta la notizia  della pubblicazione, da parte del Governo Ungherese, di una tabella comparativa dei vaccini secondo i decessi dei vaccinati. Dati che spingono il capo dello staff del presidente Orban a dichiarare che  le autorità ungheresi hanno pubblicato dati che confrontano i vaccini utilizzati sul territorio, “il risultato è chiaro: “il vaccino russo sviluppato dall’Istituto di ricerca Gamaleïa, lo Sputnik-V, è il migliore, ha il più basso tasso di mortalità e il più basso di ricontaminazione”.

Il Fondo russo per gli investimenti diretti (RFPI), un fondo sovrano creato dal governo per investire in settori chiave dell’economia russa, lo ha subito accolto favorevolmente il risultato. “I dati ungheresi mostrano che ci sono da 20 a 32 volte meno morti e da due a sei volte meno casi di infezione da Covid-19 per 100.000 iniezioni di Sputnik V rispetto ai vaccini con mRNA usati in Ungheria ”  osserva con una nota.

Questi dati avevano portato Gergely Gulyas, capo di gabinetto del primo ministro ungherese Viktor Orban ad affermare il 22 aprile: ” Sinopharm è migliore di Pfizer mentre Sputnik V è il migliore “. Una dichiarazione provocatoria contro l’Unione Europea, quando l’ Ungheria ha deciso di ignorare la sua opinione per ordinare i vaccini russi.

Mentre le cifre ungheresi sembrano accurate, resta il fatto che la correlazione tra queste cifre e l’affermazione del signor Gulyas sulla superiorità del vaccino russo sembra non essere così ovvia, almenoo negli ambienti scientifici europei che stanno ancora esaminando i dati (ndr).

AGC GreenCom 1 Maggio 2021 10:10