«Uno dei compiti di questo governo, terminato il PNRR, sarà quello di lavorare ad un Piano nazionale della logistica e dei trasporti coerente con il nuovo Piano nazionale Energia e Clima». Così il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, nel suo intervento durante la presentazione online del report MobilitAria 2021, curato da Kyoto Club e Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA).

All’evento ha partecipato anche il Presidente di Trenitalia Michele Meta, che nel corso del suo intervento ha affermato come sia necessario aumentare l’utenza del trasporto collettivo, non solo per abbattere le emissioni di CO2 dovute al trasporto privato, ma soprattutto per riprendere lo sviluppo di una mobilità integrata che deve passare per l’innovazione tecnologica e i mezzi di trasporto sempre più efficienti.
Con l’assenza di un piano che leghi una politica dei trasporti a sostenibilità, risparmio energetico e azioni per contrastare il cambiamento climatico, non si ottengono risultati duraturi: dopo la riduzione della mobilità e del traffico causata dal lockdown, nella seconda metà del 2020 le emissioni sono tornate ad aumentare, «con il rischio di un ritorno al business as usual pre-covid», si legge nel Rapporto Mobilitaria 2021.

Si registra tuttavia un grande sforzo da parte delle città con misure green a sostegno di micromobilità con mezzi elettrici come bici, monopattini e scooter e attraverso la valorizzazione di reti ciclabili e bike sharing: tra i casi virtuosi ci sono Torino (+11 km) di rete ciclabile, Milano (+67 km), Venezia (+18 km), Bologna (+16 km), Genova (+25 km), Roma (+33 km), Palermo (+4 km), Cagliari (+11 km).

Il Rapporto contiene inoltre un’analisi di 22 PUMS (Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile), strumenti di programmazione locale obbligatori per città superiori ai 100mila abitanti secondo il Decreto n° 396 del 28 agosto 2019. Dall’analisi dei 22 PUMS emerge la volontà di ridurre il traffico motorizzato privato e potenziare l’utilizzo di bici e del trasporto pubblico locale. Un punto debole è la logistica delle merci in città.

A breve, già in questa settimana, dovrebbe essere approvato il decreto che rende obbligatorio il mobility manager per le città oltre i 50mila abitanti e per le imprese oltre i 100 addetti. Una figura molto importante, quella del mobility manager, a cui spetterà ad esempio di capire come spalmare i tempi dello smart working lungo la settimana con gli orari dei mezzi pubblici locali. Secondo i dati del monitoraggio primo/ultimo miglio, rilevati mensilmente da Rete Ferroviaria Italiana, si evince un ruolo importante che possono svolgere le stazioni come hub intermodali: nel 2020 il 40% degli intervistati si è recato a piedi nelle 760 stazioni monitorate mentre il 27% ha utilizzato il trasporto pubblico. Segno che la stazione già oggi riesce a generare uno share modale diverso e più sostenibile rispetto a quello che si registra mediamente nei centri urbani dove prevale nettamente l’uso dell’auto privata (fonte ISFORT).
Il MIMS ha stanziato un primo investimento di 4 milioni di euro da assegnare ai comuni per realizzare o potenziare le piste ciclabili che collegano le stazioni ferroviarie alle università. 

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AGC GreenCom 30 Aprile 2021 11:14