Regole chiare e armonizzate a livello internazionale per guidare lo slancio senza precedenti che l’industria dell’idrogeno sta vivendo e raggiungere gli obiettivi fissati dal Green new deal europeo.

Le chiedono industrie e istituti di ricerca in un webinar organizzato dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Parigi in collaborazione con l’ENEA.

Il dibattito dal titolo “Idrogeno: quali prospettive e ruolo nella transizione energetica?” tratto spunto dal contenuto di due recenti pubblicazioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia: “The future of Hydrogen” e “Energy Technology Perspectives 2020”, introdotti dal rappresentante dell’International Energy agency (AIE), Paolo Frankl.

L’Head of the Renewable Energy Division di AIE ha illustrato il quadro attuale della produzione di idrogeno annunciando l’arrivo di un nuovo rapporto, il prossimo 15 maggio, con dati sempre più ottimistici su costi, strategie ed efficienza di produzione, e soprattutto l’obiettivo anticipato di 20 anni, dal 2070 al 2050, di decarbonizzare l’idrogeno abbattendo le emissioni di Co2. L’AIE, nell’ottica di utilizzare al meglio i 730 miliardi di investimenti europei in programma individua 4 aree prioritarie di intervento: l’utilizzo di hub industriali; sfruttare gli asset infrastrutturali; estendere il settore trasporti; aprire nuove rotte commerciali al livello mondiale.

 “I governi- ha chiuso Frankl- devono portare politiche di sistema che permettano alle imprese di fare gli investimenti necessari”. Punto condiviso da Viviana Cigolotti, di Enea, che ha ricordato come l’Italia sia leader in Europa del settore, partecipando a 160 progetti con 120 beneficiari. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile è coordinatrice di moti dei progetti in essere come Prometeo, per la produzione di idrogeno utilizzando sistema ad alta temperatura, e anche dei progetto So-Free e Blaze.

Gaia Tosti, di Confindustria Energia, ha spiegato l’obiettivo europeo al 2030 che vuole la quota di Idrogeno al 13% nel mix energetico comunitario ricordando che la recente versione del PNRR stanzia 3 miliardi per promuovere produzione, distribuzione e usi finali dell’idrogeno. “Oggi ci sono barriere di mercato ha detto- manca ancora produzione H2 verde e la domanda è concentrata in specifici settori (raffinazione e chimica), oltre agli allti costi di produzione e bassa efficienza di conversione”. Secondo Tosti inoltre “manca un framework normativo europeo per l’utilizzo di infrastrutture e installazione degli impianti, e c’e’ un gap nella legislazione e normazione tecnica. Elementi che rendono difficili gli investimenti”

AGC GreenCom 30 Aprile 2021 17:10