Poseidone è un maschio adulto di tartaruga marina, ha circa 35/40 anni, (un esemplare di caretta caretta può vivere fino ad 80 anni), pesa 65 chilogrammi ed il suo carapace e lungo 75 centimetri. È rimasto imprigionato in una rete di pescatori, preso in cura dai biologi, messo in una piscina per recuperare energie e poi rimesso in libertà, là dove una dozzina di giorni prima era stato salvato, nel meraviglioso mare di Castiglione della Pescaia in provincia di Grosseto.

Il peschereccio nelle cui reti era rimasto impigliato Poseidone, è il Mareblu e i pescatori, i fratelli Vincenzo e Giuseppe Temperani hanno subito contattato l’associazione TartAmare per trasferire la tartaruga al centro di recupero di Grosseto. “Una bella storia di solidarietà e amore – ha commentato l’assessore al Turismo  della Toscana Leonardo Marras che spinge ad investire ancora di più – perché un mare pulito e sano e il miglior biglietto da visita per la nostra regione”.

In Toscana sono presenti altre tre onlus che operano in questa attività: il Parco della Maremma a Talamone, il WWF a Massa e l’Acquario di Livorno. Queste quattro realtà fondamentali per la cura e preservazione delle specie marine e della biodiversità, organizzano anche progetti per la sensibilizzazione dei cittadini.

Poseidone è il primo maschio trovato in Toscana. È piuttosto infrequente perché i maschi vivono nelle acque profonde e si avvicinano alle coste solo per accoppiarsi. Le femmine invece si spingono fin sulla riva per deporre le uova, e lo fanno anche in Toscana. Lo scorso anno tra Grosseto e Livorno sono stati individuati 6 nidi, uno proprio a Castiglione della Pescaia.

“Sarà per me una grande emozione assistere al tuffo di Poseidone”, ha dichiarato l’assessora all’ambiente Monia Monni, la tartaruga fornita di un sofisticato localizzatore gps, fornirà importanti informazioni ai ricercatori dell’Università di Pisa, nell’ambito del progetto NatNet, finanziato dalla Regione, che prevede il monitoraggio, appunto degli animali riabilitati dai centri di recupero.

Come il centro TartAmare, l’associazione scientifica locale conta una quarantina di volontari attivi, tra esperti e biologi. Il gruppo opera in sinergia con il comune di Grosseto e altri comuni costieri, fino a Pisa, è partner dell’Osservatorio Toscano della Biodiversità della Regione e si occupa di soccorrere, curare e rilasciare poi in mare le tartarughe in difficoltà, monitorare e tutelare i luoghi dove nidificano, sensibilizzare i cittadini educandoli a comportamenti che non mettano a rischio gli animali, ed organizzare percorsi di turismo sostenibile.

AGC GreenCom 27 Aprile 2021 8:00