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giovedì, Agosto 11, 2022
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La pesca degli squali

La caccia agli squali rivela numeri spaventosi: ogni anno sarebbero circa 100 milioni gli squali uccisi per mano dell’uomo. Un’università del Canada la Dalhousie University di Halifax ne diffonde i dati: Ogni anno circa il 7% di tutte le specie viene uccisa per il mercato alimentare, del benessere o soltanto per il commercio dei souvenir.

Una grande fetta di queste uccisioni deriva dalla barbara pratica del finning, una pratica che è aumentata vorticosamente negli ultimi anni dovuta dalla crescente domanda della zuppa di pinne di squalo considerata al pari del tartufo o del caviale.

Gli squali attivamente pescati nei mari della terra, rappresentano una specie fortemente in pericolo, ma ancora reperibile ed economicamente conveniente. Le carcasse servono per produrre farina di pesce utilizzata in acquacoltura per gli allevamenti; la carne di squalo compare spesso sui banchi del pesce come bistecca di mare, o manzo di mare, senza specificare che si tratta di carne di squalo, spacciata per bistecche di pesce spada o altro trancio di pesce con una chiara frode per noi consumatori.

L’industria farmaceutica utilizza la cartilagine degli squali per fantomatiche pillole e il fegato per ricavare olio e squalene, l’industria calzaturiera utilizza la pelle per produrre scarpe, cinture e quella dell’editoria per copertine di libri pregiati.

Un’altra attività che incide in modo notevole nella caccia a specie particolari e a rischio d’estinzione, come lo squalo bianco, o altre ancora, è la pesca dello squalo a scopo sportivo e di trofeo per collezionare denti o mascelle, o parti di pelle.

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