sabato, Settembre 25, 2021
HomeAmbienteEarth Day 2021: Summit dei leader mondiali sul clima

Earth Day 2021: Summit dei leader mondiali sul clima

Riflettori accesi sulla Giornata della Terra (22 aprile 2021), la più grande manifestazione ambientale dedicata al Pianeta, che viene celebrata ogni anno da 51 anni. Nata nel 1970 per sensibilizzare il mondo sull’importanza della conservazione delle risorse naturali della Terra, mobilita oltre un miliardo di persone nei 193 paesi dell’ONU coinvolti.

Si celebra un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile, come previsto dalle Nazioni Unite. Ogni edizione ha il suo tema, quella del 2021 sarà “Restore Our Earth”, cioè ripariamo i danni al pianeta. Non solo sensibilizzazione su come migliorare i processi naturali per ridurre l’impatto ambientale, ma anche impiego di tecnologia verde e tecniche innovative per cercare di rimediare a ciò che purtroppo si è già fatto, sottolineando il fatto che non si tratti più solo di una opzione, bensì di una necessità, un imperativo non più procrastinabile.

Il Summit Virtuale, (causa pandemia) organizzato quest’anno per la prima volta dal presidente Joe Biden, si terrà il 22 e il 23 aprile e vedrà la partecipazione anche di Vladimir Putin (definito pochi giorni fa un “assassino ” per  l’incarcerazione di Alexei Navalny) e dell’altro grande rivale, il presidente cinese Xi Jinping, a dimostrazione del fatto che, nonostante le divergenze su temi di politica e diritti umani, sul clima si può essere d’accordo. Non a caso l’evento cade proprio il giorno del quinto anniversario dell’Accordo di Parigi, il primo accordo universale e vincolante sul clima a livello mondiale.

In quella circostanza, l’allora presidente USA, Donald Trump aveva ritirato gli Stati Uniti, ora si cerca di rilanciare la leadership americana sui temi climatici, molto cavalcati nella campagna elettorale da Biden e dall’ex Segretario di Stato John Kerry, nominato inviato speciale per l’emergenza climatica.

La Russia e soprattutto la Cina, sono tra i paesi che producono la maggior quantità di gas serra al mondo. La loro presenza e il loro contributo sono determinanti per riuscire a contenere l’aumento delle temperature globali entro la soglia critica di 1,5 gradi centigradi, rispetto ai livelli preindustriali.

Durante la campagna elettorale Biden aveva promesso il suo impegno di portare gli Stati Uniti ad essere “neutrale” dal punto di vista delle emissioni entro il 2050. A differenza degli Stati Uniti, la Russia è tra i firmatari dell’Accordo di Parigi, e si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra per riportarle al 75% dei livelli degli anni ’90. La Cina vorrebbe raggiungere la neutralità nel 2060, ma deve davvero impegnarsi molto.

Per quanto riguarda l’Europa, la legge europea sul clima sancisce l’impegno dell’UE a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e l’obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, sempre rispetto ai livelli del 1990. Con questo accordo politico provvisorio raggiunto tra il Consiglio è il Parlamento europei, frutto di un lungo negoziato notturno, l’UE formalizza il suo impegno rafforzato dell’Accordo di Parigi, alla vigilia del Summit dei leader mondiali sul clima, convocato da Joe Biden il 22 e il 23 aprile. Il Consiglio (paesi membri) e la plenaria dell’Europarlamento dovranno darne approvazione definitiva.

Aldo M. Biscardi
Studente di Ingegneria Gestionale presso La Sapienza. Appassionato di giornalismo, sport, fonti di energia rinnovabili e motori.
RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Most Popular

Recent Comments