Uno studio della fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici – Exploring ERA5, reanalysis potentialities for supporting landslide investigation: a test case from Campania Region – individua le potenzialità della quinta generazione di modelli atmosferici (dataset di era alisei ERA5) migliorando le prestazioni dei sistemi di allertamento rapido, utilizzati anche dalla Protezione Civile.

È un modello in grado di prevedere con un buon grado di affidabilità, il rischio che si manifesti una frana in Campania, sviluppato dallo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts.

Proprio in Campania infatti, strati di terreno vulcanico provenienti dalle eruzioni del Vesuvio e le precipitazioni, spesso molto intense e rapide, rendono questi territori particolarmente vulnerabili alle frane. Il modello, adottato insieme a sistemi di allertamento rapido (early warning) può aiutare nel prendere misure mirate ed efficaci nel proteggere la popolazione e i territori.

La quinta generazione di reanalisi ERA5, ha una risoluzione spaziale molto migliore delle precedenti, fornendo variabili atmosferiche su maglie di circa 30 km di lato. Questo concentra gli interventi in aree circoscritte senza provocare disagi e disservizi dove non richiesto.

Un ulteriore servizio dal modello, consente di accedere gratuitamente tramite il Climate Data Store del Copernicus Climate Change Service, a dati aggiornati quotidianamente dal 1979 fino a 5 giorni precedenti alla consultazione, permettendo di ipotizzare studi di allerta preventiva.

Al momento è possibile osservare ed analizzare anomalie idrologiche che offrono informazioni sulle condizioni predisponenti le frane in piroclastite, tipiche del terreno della Campania, quindi operare un early warning nell’area considerata, ma il prossimo passo sarà quello di adottare misure analoghe in altri tipi di terreno, quello argilloso ad esempio che procura frane lente, tipiche dell’Appennino Meridionale.

AGC GreenCom 7 Aprile 2021 18:00