Scoperto un processo chimico che rende estremamente stabili ed efficienti i dispositivi di fotosintesi artificiale a base di silicio e nitruro di gallio e quindi migliora la possibilità di produzione dell’idrogeno (H2). A scoprirlo un gruppo di ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) del Dipartimento dell’Energia (Doe) – in collaborazione con l’Università del Michigan – e il Lawrence Livermore National Laboratory, che hanno descritto le loro scoperte in un articolo pubblicato su ‘Nature Materials’.

Tre anni fa gli scienziati dell’Università del Michigan hanno scoperto un dispositivo di fotosintesi artificiale fatto di silicio e nitruro di gallio (Si/GaN) che sfrutta la luce solare in idrogeno privo di carbonio per celle a combustibile con il doppio dell’efficienza e della stabilità di alcune tecnologie precedenti. Ora, gli scienziati del Lawrence Berkeley National Laboratory e i loro colleghi hanno scoperto una proprietà sorprendente e auto-migliorante del Si/GaN che contribuisce alle prestazioni altamente efficienti e stabili del materiale nella conversione di luce e acqua in idrogeno privo di carbonio.

“La nostra scoperta – ha detto Francesca Toma della Divisione di Scienze Chimiche presso il Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) del Dipartimento di Energia – è un vero punto di svolta. Di solito, i materiali nei sistemi di combustibili solari si degradano, diventano meno stabili e quindi producono idrogeno in modo meno efficiente. Ora abbiamo scoperto una proprietà insolita in Si/GaN che in qualche modo gli consente di diventare più efficiente e stabile. Non ho mai visto una tale stabilità”.

AGC GreenCom 7 Aprile 2021 20:15